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Sette volte donna: lo sguardo femminile su Roma

Anna Magnani

Intraprendenti, originali, indipendenti e, soprattutto, capaci di una straordinaria resilienza, sin dall’antica Roma le donne hanno contributo a rendere più intensa, affascinante e sfaccettata la città, dal punto di vista artistico e culturale, ma non solo.

Ecco sette proposte per scoprire volti e storie di chi ha legato il proprio nome a quello di Roma, lasciando una testimonianza indelebile della propria passione, della propria forza, del proprio genio, del proprio talento.

#1 Livia (58 a.C. - 29 d.C), Villa a Prima Porta, Musei Vaticani e Museo Nazionale Romano Palazzo Massimo alle Terme – Sposata con Augusto per mezzo secolo e madre del futuro imperatore Tiberio, Livia fu molto più che una first lady: seppe incarnare l’ideale della matrona romana ma del principato augusteo fu anche un’eminenza grigia. Dalla grande villa fatta costruire lungo l’antica via Flaminia provengono due capolavori: la statua di Augusto, ora ai Musei Vaticani, e le pitture con veduta di giardino ora al Museo Nazionale Romano.

#2 Santa Francesca Romana (1384-1440), Monastero delle Oblate a Tor de’ Specchi – Nata a Roma nel 1384, soprannominata affettuosamente dai romani “Ceccolella”, Francesca sposò a soli dodici anni il nobile Renzo de' Ponziani. Il suo unico pensiero erano, però, le opere di bene. Alla morte del marito, fondò una congregazione nell’antico Rione Campitelli, un monastero aperto senza l’obbligo della clausura, per svolgere l’opera di assistenza e di carità tra il popolo. Lo splendido monastero è aperto ai visitatori il 9 marzo di ogni anno, solennità di Santa Francesca Romana.

#3 Artemisia Gentileschi (1593-1654), Galleria Spada, Madonna con Bambino e Santa Cecilia – Artista, moglie, madre, amante e donna combattiva, è stata una delle prime pittrici a emergere nel mondo dell’arte, che fino al 1600 era stato monopolizzato dagli uomini. A soli 17 anni realizzò il suo primo dipinto in cui emerge un chiaro influsso caravaggesco. Frequentò Cosimo II de’ Medici e fu amica di Galileo Galilei. I soggetti delle sue opere sono i temi biblici e religiosi, ma la vera novità è che sulla tela Artemisia imprime figure femminili forti e prorompenti, donne fiere per nulla spaventate o sottomesse agli uomini. Il suo grande talento è visibile a Roma, nelle due opere autografe di Palazzo Spada: Madonna con Bambino (1610) e Santa Cecilia (1620).

#4 Cristina di Svezia (1626-1689), Palazzo Corsini, Orto Botanico e Museo di Roma Palazzo Braschi – Una regina fuori dagli schemi, coltissima, curiosa e indipendente. Dopo la rinuncia al trono e la conversione al cattolicesimo, il 23 dicembre del 1655 fece la sua entrata solenne nella città eterna dove fu accolta con tutti gli onori, accompagnata dalla fama, non immeritata, di persona stravagante e non convenzionale. Si stabilì a Palazzo Riario-Corsini riunendo intorno a sé musicisti, letterati, poeti e importanti prelati. Il parco del palazzo che Cristina arricchì e curò è oggi sede dell’Orto Botanico di Roma. Nel Museo di Roma - Palazzo Braschi, invece, si trova il dipinto, opera di Filippo Gagliardi e Filippo Lauri, che raffigura il Carosello organizzato a Palazzo Barberini in suo onore. L’evento è descritto con straordinaria attenzione ai dettagli, conferendo a ognuno dei numerosi personaggi una sorprendente individualità.

#5 Anita Garibaldi (1821-1849), Passeggiata del Gianicolo – Nata in Brasile, Ana Maria De Jesus Riberio sposò in seconde nozze Giuseppe Garibaldi, che si era rifugiato in America Latina perché condannato a morte in Italia. Del suo José, come lei lo chiamava, condivise gli ideali politici e lo seguì ovunque, nei pericoli e nelle battaglie. Arrivata in Italia, partecipò alla difesa di Roma dagli eserciti papali, entrando di diritto nel pantheon del Risorgimento nazionale. Quando la Repubblica Romana cadde, Anita si tagliò i lunghi capelli, si vestì da uomo e partì a cavallo al fianco di Garibaldi. La vita di Anita fu brevissima ma ciò che scelse ripetutamente con determinazione e coraggio la rende tuttora unica. Le sue spoglie sono conservate sul colle del Gianicolo, all’interno della grande statua equestre che la raffigura con la pistola in pugno e il figlio neonato in braccio.

#6 Anna Magnani (1908-1973), Street Art Mercato Trionfale – “Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele venire”. Fu anche grazie alla sua incredibile bellezza espressiva, che indossava con orgoglio nella vita e sugli schermi cinematografici, che “Nannarella” era considerata, e lo è ancora oggi, una delle maggiori interpreti femminili della storia del cinema italiano e un simbolo eterno di autentica romanità. Indimenticabile interprete di film come Roma città aperta, Bellissima, Mamma Roma e La rosa tatuata, che le valse un Premio Oscar alla miglior attrice protagonista nel 1956, prima attrice non di lingua inglese a ricevere il prestigioso riconoscimento, Anna Magnani è ritratta con i suoi animali, un cane e un gatto, in due bellissime opere di Street Art, sulle scalinate del Mercato Trionfale a via Andrea Doria.

#7 Zaha Hadid (1950-2016), Odile Decq (1955-), musei MAXXI e Macro – Due archistar diverse per origine, formazione e temperamento, in grado di rivoluzionare con le loro opere il mondo dell’architettura, declinandolo al femminile. Il volto contemporaneo di Roma si deve anche a loro. Premiata con il Leone d’oro, Commandeur de l’Ordre des Arts et des Lettres, direttrice della École spéciale d’Architecture di Parigi, Odile Decq ha concepito il Museo Macro come una struttura intrigante, capace di sorprendere e di attirare l’attenzione del grande pubblico. Soprannominata “Queen of the curve”, Zaha Hadid è stata la prima donna a ricevere il Premio Pritzker, considerato il premio Nobel dell’architettura. Il MAXXI - Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo è un esempio perfetto della sua ricerca di spazi fluidi e articolati, un mondo, come dice lei stessa, nel quale “tuffarsi e lasciarsi trasportare alla deriva attraverso percorsi sempre diversi”.

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