
La graziosa fontana addossata al grande complesso di San Michele a Ripa, a poca distanza da Porta Portese, risale alla fine degli anni Venti del Novecento e nasce dalla fantasia dell’architetto e scultore Pietro Lombardi.
Nel 1926 il Comune di Roma aveva infatti affidato allo scultore il compito di progettare un gruppo di fontanelle artistiche destinate ad abbellire i rioni di Roma in sostituzione dei “nasoni” in ghisa, ritenuti antiestetici e inadatti al centro storico della città. Ne vennero fuori nove piccole opere d’arte ispirate agli antichi stendardi, agli emblemi e agli elementi che più caratterizzavano i singoli rioni, per sottolinearne l’identità storica: la Fontana dei Libri nel Rione Sant’Eustachio, la Fontana delle Palle di Cannone e la Fontana delle Tiare a Borgo, la Fontana delle Anfore nel Rione Testaccio, la Fontana degli Artisti nel Rione Campo Marzio, la Fontana dei Monti nel Rione Monti, la Fontana della Botte a Trastevere, la Fontana della Pigna nell’omonimo Rione e, appunto, la Fontana del Timone.
La fontana si ispira allo stemma del Rione Ripa (anche se è situata nel Rione Trastevere) e agli elementi della navigazione, evocando le attività nautiche che si svolgevano nel porto fluviale di Ripa Grande fino agli ultimi decenni dell’Ottocento. Realizzata interamente in travertino e posta su un basamento in porfido, è formata principalmente da un timone e da una barra, da cui sgorga l’acqua che si raccoglie in una tazza a semicerchio. Le due colonnine ai lati ricordano i maniglioni per l’attracco delle barche: al loro centro, due bocchette versano acqua potabile nella vasca di raccolta interrata. Ai lati del timone sono posti due stemmi comunali con la sigla S.P.Q.R.
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