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Roma: il centro storico nel cinema

Palazzo Farnese
Piazza di Pietra
Pantheon
Fontana delle Tartarughe
Piazza Navona

La Roma barocca, tra il Pantheon e piazza Farnese, è il magnifico sfondo di una cinematografia che evoca suggestioni spesso diverse: aspetti popolari o nobiliari, scanzonati e cinici, talvolta misteriosi o drammatici, si fondono nella storia dei vicoli, dei monumenti, dei palazzi.

In piazza della Rotonda, il grande Vittorio De Sica gira una scena drammatica di “Umberto D.” (1952), uno dei film più significativi del Neorealismo italiano. Un ex funzionario ministeriale, Umberto, non riesce più a vivere con la sua misera pensione e si ritrova a  chiedere l’elemosina sotto il colonnato del Pantheon. Quando incontra un conoscente, vergognandosi, finge di trovarsi lì per caso. Nessuna pellicola ha espresso in maniera tanto toccante la solitudine della vecchiaia, aggravata da scarse  possibilità economiche.

La sensuale Monica Vitti incontra l’affascinante Alain Delon in piazza di Pietra, all’interno del Tempio di Adriano, sede della Borsa di Roma . Il film è “L’eclisse” (1962), ultima pellicola in bianco e nero di Michelangelo Antonioni. L’attore francese interpreta Piero, un cinico agente di cambio, la Vitti è la disillusa, inquieta e sentimentale Vittoria, giovane donna borghese. Le scene di rumore e caos all’interno della Borsa ci ricordano, ancora oggi, un’incomunicabilità fin troppo contemporanea.

A piazza Navona abitano Romolo (Maurizio Arena) e Salvatore (Renato Salvatori), simpatici e spavaldi protagonisti di “Poveri ma belli”, diretto nel 1956 da Dino Risi. Negli anni ’50, il centro di Roma conservava intatto il suo aspetto popolare, e non era, infatti, insolito che due “popolani” abitassero nella spettacolare piazza barocca. Era quindi credibile che, proprio in un attico tra piazza Navona e Tor Sanguigna, abitasse Mara, la ragazza squillo interpretata da una splendida Sophia Loren in “Ieri, oggi e domani” ” (1963) di Vittorio De Sica, film vincitore di un Oscar come miglior film straniero. Una pellicola entrata nell’immaginario collettivo universale con l’indimenticabile spogliarello della protagonista di fronte a un incantato Marcello Mastroianni.

Pietro Germi sceglie il  palazzo al civico 44 di Piazza Farnese come location per il noir “Un maledetto imbroglio” (1959). Germi, nella duplice veste di regista e protagonista, adatta  il film da “Quer  pasticciaccio brutto di via Merulana”, di Carlo Emilio Gadda, un capolavoro della letteratura italiana del Novecento. Il risultato? uno dei migliori polizieschi della cinematografia italiana. Sempre in piazza Farnese, nel 1977, Steno ambienta il giallo “Doppio delitto”: fra  antichi palazzi nobiliari e vicoli animati da botteghe di artigianato, è un incanto vedere sullo schermo Mastroianni, Peter Ustinov, Ursula Andress e Agostina Belli.

In piazza Mattei, nel cuore dell'Antico Ghetto Ebraico, si affaccia il cinquecentesco Palazzo Costaguti, da sempre una location amata dal cinema: è l'immaginario Hotel Imperial di "Nina" (1976) di Vincent Minnelli e residenza dello stravagante Giangiacomo Pigna Corelli (Alberto Sordi) nell'irresistibile "Troppo forte" (1986) di Carlo Verdone. Qui, Tom Ripley, interpretato da uno straordinario Matt Damon, si stabilisce durante il suo soggiorno romano  nel thriller soffocante “Il Talento di Mr Ripley”, diretto nel 1999 da Anthony Minghella e tratto da un libro di Patricia Highsmith. Nello stesso film, la scena iniziale è girata in una piazza Navona versione anni ’50.  Al centro di piazza Mattei, si trova l'incantevole Fontana delle Tartarughe, immortalata nel 2012 da Woody Allen in "To Rome with Love".

Concludiamo la nostra passeggiata cinematografica ricordando la meravigliosa Julia Roberts nel ruolo della scrittice newyorkese Elizabeth Gilbert, in “Mangia Prega Ama” (2010) di Ryan Murphy. Lo scenario è nuovamente la suggestiva Piazza Navona: qui, la Roberts, seduta su una panchina, mangia un cono gelato a fianco di due suore. Alle sue spalle, l'imponente facciata della Chiesa di Sant'Agnese in Agone, capolavoro del Borromini.

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