
Edificato nel XVIII secolo nei pressi dell’antico porto di Ripa Grande per volere di papa Clemente XI (1649-1721), il Complesso del nuovo arsenale pontificio era destinato alla manutenzione del naviglio fluviale, ma anche del naviglio commerciale papale.
La costruzione dell’edificio, di cui non si conosce l'architetto, fu ideata in analogia all'arsenale di Civitavecchia, affidato a Gianlorenzo Bernini, e realizzata tra il 1714 e il 1715, su scala ridotta rispetto a quest’ultimo, dal momento che doveva assolvere a funzioni più limitate. Il Complesso fu, nel corso del tempo, adibito a deposito delle armi, dell’attrezzatura militare e alla conservazione delle navi pontificie. La struttura continuò a funzionare fino alla fine del XIX secolo quando, con la costruzione dei muraglioni sul Tevere, tutte le attività legate al fiume furono abbandonate.
Situato all’altezza di Porta Portese, il complesso dell’Arsenale pontificio è un bene demaniale dichiarato di interesse importante in quanto rara testimonianza di architettura fluviale a Roma. A ricordo della suo previo utilizzo è lo stemma di papa Albani, sorretto da ippocampi che escono dall’acqua, tuttora visibile al centro della copertura a capanna.
Dopo anni di abbandono, l’edificio è oggi al centro di un importante progetto di valorizzazione e recupero delle funzioni condotto dal Ministero della Cultura al fine di recuperare l’immagine del sito, ripristinare le relazioni della città con il fiume, promuovere e divulgare l’arte contemporanea. Il progetto prevede il recupero dell’intero complesso dell’ex Arsenale, coinvolgendo le Corderie e il Magazzino del sale. Tutti gli edifici sono stati recentemente messi in sicurezza e consolidati dal MiBACT, che, nel 2018, ha firmato un accordo con la Fondazione La Quadriennale di Roma per una utilizzazione pubblica a forte valenza culturale.
Foto: Turismo Roma
Porta Portese
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Basilica di Santa Maria in Cosmedin

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Bocca della Verità

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Informazioni
In corso lavori di recupero, bonifica e restauro di tutta l'area
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