
Una grande retrospettiva dedicata a una delle figure più indipendenti e radicali della scena internazionale, lontana dalle mode del mercato e fedele da oltre mezzo secolo a una ricerca che intreccia femminismo, corpo, politica e memoria: nella sua sala principale, uno spazio di circa 1.400 metri quadrati, il museo MACRO presenta al pubblico oltre 130 opere dell’artista svizzera Miriam Cahn, nata a Basilea nel 1949.
Nonostante la crescente attenzione internazionale degli ultimi anni (dalla Biennale Arte di Venezia nel 2022 alle mostre al Museo Reina Sofía di Madrid, al Palais de Tokyo di Parigi e allo Stedelijk Museum di Amsterdam), mancava ancora una retrospettiva ampia in un’istituzione italiana. Il progetto espositivo, promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, con la curatela della direttrice artistica del museo Cristiana Perrella, copre l’intera carriera dell’artista, dalla fine degli anni Settanta ai lavori più recenti, senza seguire però un ordine cronologico. Le opere, prevalentemente pitture, disegni e pastelli, sono organizzate piuttosto in nuclei tematici che mettono in luce i campi di ricerca, formali e politici, dell’artista: il corpo femminile, la violenza, la guerra, il desiderio e la dimensione erotica come atto di resistenza.
Elemento centrale del progetto sono le “room installation”, una modalità espositiva che Miriam Cahn sviluppa fin dagli anni Ottanta e che costituisce uno degli aspetti più distintivi della sua pratica. Ogni installazione corrisponde a un ciclo specifico di lavori, pensati per entrare in relazione reciproca all’interno di una precisa configurazione spaziale. Al MACRO sono presentate le room installation Herumliegen e Familienraum. Realizzata dopo l’invasione russa dell’Ucraina, Herumliegen è una risposta viscerale e immediata alle guerre e ai conflitti attuali, evocando fin dal titolo (in tedesco “giacere intorno”, “essere sparsi”) l’immagine della morte di massa e di corpi abbandonati. Composta da 12 dipinti a olio e 4 disegni realizzati in oltre un decennio, dal 1996 al 2009, Familienraum rivolge invece lo sguardo verso la memoria, l’affezione, le geografie private, con ritratti astratti di familiari dell’artista e visioni di paesaggi interiori.
Informazioni
dalle 11 alle 19
Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura
Lunedì chiuso
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