
Commissionata nel 2025 dal Jeu de Paume di Parigi e dal New Museum di New York, l’opera di Hito Steyerl presentata al museo MACRO per la prima volta in Italia è l’ultimo capitolo della ricerca sulla relazione tra immagini e potere portata avanti dall’artista, regista e teorica tedesca, oggi considerata una delle voci più importanti dell’arte contemporanea.
Attraverso la combinazione di elementi installativi immersivi e video monocanale, Mechanical Kurds (“curdi meccanici”) riflette sui rapporti tra lavoro digitale, intelligenza artificiale, conflitti geopolitici e produzione di immagini, rivelando corpi, territori e conflitti invisibili e la violenza politica che si cela dietro a immagini e algoritmi, e offrendo un altro possibile sguardo sulla realtà. Il titolo del lavoro rimanda al “Turco meccanico”, un automa del XVIII secolo dalle sembianze umane in abiti ottomani, capace di battere a scacchi qualsiasi giocatore, ma che celava in realtà al suo interno un essere umano. All’inizio degli anni 2000, Amazon ha adottato il nome dell’automa per la sua piattaforma di crowdsourcing che consente alle aziende di esternalizzare determinate mansioni, come l’addestramento delle intelligenze artificiali, attraverso lavoratori digitali.
Tra immagini documentarie e generate dall’AI, nell’opera di Steyerl le voci di tre curdo-siriani nel campo profughi di Domiz nel Kurdistan iracheno rivelano il sistema dei “lavoratori fantasma” che classificano le immagini attraverso le cosiddette bounding boxes, riquadri di delimitazione fondamentali per insegnare ai sistemi AI a individuare e riconoscere elementi distinti. Il legame tra immagini e violenza politica emerge nel video in un racconto circolare in cui gli stessi lavoratori divengono a loro volta bersagli di droni automatizzati nel corso degli attacchi condotti dalla Turchia nella regione nell’ambito dell’offensiva anti-curda. I conflitti politici risultano nell’indagine dell’artista risorse sfruttabili, dal punto di vista geografico e umano, da parte delle grandi aziende tecnologiche.
Informazioni
Lunedì chiusoMartedì 12:00 — 19:00Mercoledì 12:00 — 19:00Giovedì 12:00 — 19:00Venerdì 12:00 — 19:00Sabato 10:00 — 19:00Domenica 10:00 — 19:00
Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura
Fino al 28 luglio temporaneamente chiusi il cinema, le sale espositive dell’ala storica – che ospitano le mostre Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega e Mechanicals Kurds di Hito Steyerl – e una delle due aule studio. Regolarmente visitabili le mostre Miriam Cahn, Ciò che mi guarda e Le imperfezioni del Premio Paul Thorel. Maggiori info www.museomacro.it
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