Mostra personale di Marco Stefanucci, dedicata ad una riflessione sulla memoria e le proprietà simboliche del ritratto.
Il percorso tracciato dall'artista vede come protagonista una figura femminile ricorrente, che svolge il ruolo di voce narrante silenziosa, intenta a comunicare attraverso elementi iconografici allegorici come la colomba, il melograno, l'agnello o lo specchio. Questi simboli centrali nella tradizione cristiana e religiosa, sono sottoposti nelle opere di Stefanucci a una rilettura interpretativa, acquisendo così significati legati alla dimensione personale, alla memoria e alle condizioni esistenziali dell'individuo.
Centrale è la pratica della ripetizione, quasi rituale, in grado di valorizzare la variazione dei dettagli, esito di una riflessione attenta e profondamente meditata. Il messaggio non è mai esplicitato, rimane celato tra le pieghe della memoria e dell'intangibile, resistendo alla sua interpretazione culturalmente codificata. La dimensione nostalgica ed enigmatica che pervade le raffigurazioni rafforza il senso di silenzio apparente delle immagini, creando un'atmosfera sospesa, che sfugge a una precisa collocazione spaziale e temporale.
I lavori di Stefanucci dialogano con la tradizione pittorica, guardando al passato come fonte per una rielaborazione visiva attraverso la quale forme e riferimenti consolidati vengono ricontestualizzati entro una prospettiva contemporanea e individuale.Marco Stefanucci è nato nel 1970 a Roma, dove si è diplomato in Grafica e Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea presso l'Università La Sapienza. Ha esposto in Italia, Francia, Belgio, Germania, Inghilterra e Lussemburgo.
Informazioni
martedì-sabato 11.00-13.30 e 15.30-19.30
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