
Dall’8 luglio al 13 settembre 2026 l’Istituto Centrale per la Grafica a Palazzo Poli, a pochi passi da Fontana di Trevi, ospita la mostra I Principati Romeni e la Penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento, un percorso espositivo dedicato alla rappresentazione cartografica dell’Europa centro-orientale e dei suoi legami con la Penisola italiana tra XVII e XVIII secolo.
L’esposizione, realizzata nell’ambito dell’Anno Culturale Romania-Italia 2026, è promossa e organizzata dall’Ambasciata di Romania in Italia, in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Grafica, l’Istituto Culturale Romeno, l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e l’Accademia di Romania a Roma.
La mostra presenta un percorso affascinante attraverso la cartografia europea del XVII e XVIII secolo, mettendo a confronto le rappresentazioni dei Principati rumeni di Valacchia, Moldavia e Transilvania con quelle della Penisola italiana e degli antichi Stati preunitari. Le carte geografiche esposte non documentano soltanto territori, confini, fiumi, città e rotte, ma anche i rapporti di potere, le aree di frontiera, gli equilibri politici, le relazioni diplomatiche e culturali e i molteplici scambi tra i diversi Stati europei. In questa prospettiva i Principati Romeni, crocevia tra Impero Ottomano, mondo asburgico, area danubiana ed Europa occidentale, emergono così come spazi strategici e culturali pienamente inseriti nella storia europea.
Il percorso dell’esposizione riunisce opere di grandi cartografi e incisori attivi tra Seicento e Settecento, provenienti dalle principali scuole europee: olandese, italiana, francese, tedesca e austriaca. Tra gli autori rappresentati figurano Gerardus Mercator, Willem Blaeu, Johannes Janssonius, Nicolas Sanson, Frederik de Wit, Giacomo Cantelli da Vignola, Nicolas de Fer, Johann Baptist Homann, Matthäus Seutter, Guillaume Delisle, Antonio Zatta, Bartolomeo Borghi e Franz Johann Joseph von Reilly. In mostra si possono inoltre ammirare incisioni originali su matrice di rame, spesso acquerellate a mano all’epoca, che uniscono rigore geografico, eleganza grafica e valore storico-documentario. Tra le opere di maggior pregio ricordiamo, la Descritione delli Principati della Moldavia e Valachia di Giacomo Cantelli da Vignola, pubblicata a Roma nel 1686 da Giovanni Giacomo De Rossi, e diverse carte dedicate al Danubio, alla Transilvania, alla Valacchia, alla Moldavia, alla regione del Mar Nero e alla Penisola italiana. Il progetto espositivo valorizza inoltre il patrimonio dell’Istituto Centrale per la Grafica, le cui collezioni conservano importanti testimonianze della cartografia e della letteratura di viaggio. Accanto alle mappe dei Principati Romeni e dell’Italia infatti, il percorso richiama opere significative come la Veduta di Roma tratta dal Liber Chronicarum del 1493, la Guida d’Italia di Franz Schott, il Mercurio Geografico dei De Rossi e il Nuovo Atlante Geografico Universale di Giovanni Maria Cassini.
Attraverso tutte le opere quindi, la mostra restituisce la ricchezza di una stagione storica in cui la cartografia non era soltanto strumento di conoscenza geografica, ma anche linguaggio politico, culturale e diplomatico. Le mappe esposte raccontano infatti territori, confini, rotte, relazioni e visioni del mondo, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire i rapporti tra i Principati Romeni e l’Italia in una prospettiva europea.
Foto: locandina ufficiale della mostra
Informazioni
Da mercoledì 8 luglio a domenica 13 settembre 2026
Inaugurazione martedì 7 luglio alle ore 19.00. Segue vin d’honneur.
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