
La Sala Capitolare di Palazzo della Minerva a Roma - prima del definitivo trasferimento nelle collezioni delle Gallerie Nazionali di Arte Antica di Palazzo Barberini – ospita, nell'ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica, il Ritratto di monsignor Maffeo Barberini di Caravaggio, un'opera appena acquisita dallo Stato italiano per 30 milioni di euro ed esposta con ingresso gratuito e senza prenotazione dal 28 maggio al 21 giugno 2026.
Il dipinto raffigura Maffeo Barberini, futuro papa Urbano VIII, intorno ai trent'anni, vestito da chierico della Camera Apostolica, nel momento in cui la sua carriera ecclesiastica è ancora in piena ascesa, e la tradizione degli studi lo data generalmente intorno al 1599, fase in cui Michelangelo Merisi da Caravaggio, già affermato sulla scena romana, elabora il suo linguaggio più riconoscibile, fondato sull'essenzialità della composizione, sulla forza del gesto e sull'uso calibrato della luce.
La figura del prelato emerge dalla penombra grazie alla caratteristica luce radente, tipica dello stile caravaggesco, che mette in risalto il volto; gli occhi, resi vividi da un leggero strabismo, guardano direttamente verso l'osservatore. Il monsignore è raffigurato seduto di tre quarti su una poltrona disposta diagonalmente e indossa il copricapo e la veste talare dalle tonalità verdi. Il dinamismo della composizione è sottolineato dal contrasto tra le mani: mentre infatti la sinistra stringe una lettera ripiegata, la destra compie un gesto improvviso, che sembra dirigersi verso un interlocutore invisibile posto al di fuori dello spazio pittorico. In primo piano è visibile un rotolo di documenti chiuso da un cordone di velluto che ha la funzione di fulcro prospettico dell'opera.
La mostra riallaccia un legame storico profondo con i luoghi del Senato: negli anni romani infatti Caravaggio visse presso il cardinale Francesco Maria del Monte, che abitava a Palazzo Madama, e frequentò l'area compresa tra piazza Madama, piazza Navona e San Luigi dei Francesi, tanto che accanto alla tela sono richiamate anche le fonti archivistiche che documentano la presenza del Merisi in quel contesto urbano e sociale.
Fonti: locandina ufficiale della mostra
Informazioni
Dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 20:00
sabarto e domenica dalle 10:00 alle 18:00
2 giugno - Festa della Repubblica dalle ore 10:00 alle ore 18:00
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