
Situata alle spalle dell’omonimo complesso ospedaliero, la porta si erge su quello che un tempo era il limite meridionale della Civitas Leonina, la zona protetta con mura da Papa Leone IV intorno all’850 a difesa dei Saraceni che pochi anni prima avevano saccheggiato la città.
Ricostruita alla metà del Cinquecento da Antonio da Sangallo il Giovane, incaricato da papa Paolo III Farnese di rinforzare e ampliare il sistema difensivo della città (comprese le Mura Leonine) dopo il drammatico Sacco a opera dei Lanzichenecchi di Carlo V, la porta è incorniciata da bastioni, aggiunti nel 1564 da papa Pio IV Medici, e presenta un grande fornice centrale, affiancato da coppie di colonne doriche e da nicchie, forse destinate a statue di santi.
Nel 1642, sotto il pontificato di Urbano VIII Barberini (1623-1644), con la realizzazione delle Mura Gianicolensi, la porta si trovò all’interno della cinta muraria perdendo la sua funzione di accesso alla cittadella vaticana. Privata del suo ruolo strategico, la porta rimase incompiuta, così come si vede oggi, quasi nascosta dall’imponenza del vicino bastione del Sangallo.
Foto Turismo Roma
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