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Dal 19 al 29 maggio 2026, il Teatro dell’Opera di Roma presenta, in nuovo allestimento, il capolavoro di Gioachino Rossini, che torna sul palco del Costanzi dopo ventidue anni.
L’opera in due atti, su libretto di Gaetano Rossi, ispirato all’omonima tragedia di Voltaire, fu creata dal celebre compositore nel 1813 e andò in scena in prima assoluta al Teatro La Fenice di Venezia nel febbraio dello stesso anno, riscuotendo un notevole successo.
Il melodramma eroico si svolge sullo sfondo della città di Siracusa, indipendente ma scossa dalla faida tra le influenti famiglie di Orbazzano e Argirio e dalla minaccia dei saraceni e racconta la storia del nobile Tancredi, esiliato, e di Amenaide, figlia di Argirio, reciprocamente innamorati. La lettera intercettata della giovane, diretta all’amato per richiamarlo in difesa della città, fa credere che Amenaide abbia tradito la patria a favore del nemico saraceno Solamir, portando Tancredi a respingere ingiustamente l’amata, con la quale si ricongiungerà nel finale, oltre ogni prova del destino.
Sul palco, con le scene di Carmine Maringola, un cast straordinario, tra cui, il controtenore contraltista Carlo Vistoli, eccezionalmente nel ruolo di Tancredi, solitamente affidato a un contralto, Hasmik Torosyan (Amenaide), Enea Scala (Argirio) e Luca Tittoto (Orbazzano), con la regia di Emma Dante, che cura anche i costumi con Chicca Ruocco, i movimenti coreografici di Manuela Lo Sicco e le luci di Luigi Biondi.
Le splendide musiche di Rossini sono eseguite dall’Orchestra e dal Coro del Teatro dell’Opera di Roma, diretti rispettivamente da Michele Mariotti, che si misura per la prima volta con Tancredi, e Ciro Visco.
Foto: Tancredi, Teatro dell'Opera di Roma, foto creata da Elena Manferdini
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