Carlo Gallerati è lieto di presentare Perenni Ospiti, una doppia mostra personale di Simone Cerio e Iacopo Pasqui a cura di Simone Marsibilio.La parola celebrare affonda le proprie radici nel latino celeber: ciò che è frequentato, abitato, reso significativo dalla presenza. Prima ancora di onorare o festeggiare, celebrare significa riempire uno spazio e trasformarlo attraverso le relazioni. Da questo concetto nasce Perenni Ospiti, progetto fotografico di Iacopo Pasqui e Simone Cerio sul rapporto tra presenza, spazio e memoria. Dopo il primo capitolo a /f urbä/, spazio emergente di Guardiagrele, in Abruzzo, il progetto arriva nella Galleria Gallerati di Roma sotto forma di una ricerca che ha continuato a camminare. Le opere hanno viaggiato, gli incontri hanno sedimentato esperienze e lo sguardo dei fotografi si è modificato. A Roma è il processo fotografico a entrare nello spazio espositivo: appunti, attraversamenti, attese e immagini precedenti mostrano ciò che conduce alla fotografia. Il taccuino di Iacopo Pasqui raccoglie strade, oggetti, dettagli e atmosfere incontrati nel percorso verso Roma.Sono frammenti che non anticipano l’opera, ma ne custodiscono il divenire. Nel ritratto di Paola, la ricerca del fotografo si stratifica ancora: la persona ritratta incontra gli oggetti della propria casa e il blu, elemento identitario del linguaggio dell’artista, ritorna come un velo di distanza poetica attraverso cui la figura emerge insieme a ciò che la circonda. Il percorso di Simone Cerio porta invece nel progetto il tempo vissuto a Roma come reporter durante il funerale di Papa Francesco. L’esperienza collettiva del presente si deposita nel suo sguardo e dialoga con memorie precedenti. Nel suo ritratto di Paola, figura e paesaggio si incontrano: la fotografia diventa confronto empatico tra ciò che il fotografo porta con sé e ciò che trova davanti a sé. Le opere dedicate a Linda, Maria, Silvia e Luca costituiscono i passaggi necessari di questa ricerca: immagini che raccontano un prima, ma anche il movimento attraverso cui il ritratto si è trasformato. A Roma la casa di Paola diventa il luogo in cui questi percorsi convergono. Non uno sfondo, dunque, ma un organismo fatto di oggetti, luce, ricordi e gesti quotidiani. Anche in questo caso, entrare in una casa significa per i fotografi entrare, con cautela, nella memoria di chi la abita. Il ritratto nasce così dall’incontro tra due memorie: quella di chi viene fotografato e quella di chi fotografa. Perenni Ospiti continua in questo modo a interrogare l’abitare e il nostro essere passeggeri nei luoghi. Le immagini sono organismi aperti: contengono ciò che è stato, ma anche la possibilità di ciò che ancora deve accadere. Ogni incontro aggiunge un livello, ogni luogo modifica la direzione del progetto. Le fotografie rimangono presenze temporanee capaci di permanere nel tempo: qui, noi, perenni ospiti.
Informazioni
Dal lunedì al venerdì: dalle 17.00 alle 19.00Inaugurazione: giovedì 24 settembre 2026, dalle 18.00 alle 21.00sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento
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