
La commedia di Aristofane Lysistrata è in scena al Teatro di Ostia Antica, con l’adattamento e la regia di Asterios Peltekis.
Lo spettacolo nasce dall’idea del maestro della danza contemporanea Angelin Preljocaj, per cui attraverso una messinscena incentrata sulla fisicità dei corpi e sulla forza espressiva del movimento, si propone come obiettivo quello di presentare al pubblico un'autentica "serietà comica" e lirica, capace di disinnescare, tramite la risata, l’entropia, ovvero il caos, la disgregazione e l'inevitabile declino dei sistemi sociali e culturali. Preso in prestito dalla fisica infatti, questo concetto descrive l'inarrestabile tendenza dell'universo verso il disordine in cui le civiltà così spesso sprofondano.
Quella di Peltekis è quindi una lettura scenica contemporanea che supera la farsa, per restituire al pubblico la natura più autentica del testo aristofaneo. Lo spettacolo infatti non si esaurisce in una commedia sui temi della guerra e sull'amore, bensì si propone come un'opera politica e antropocentrica, focalizzata sul momento in cui una società, in piena decadenza e segnata da una drammatica carenza di futuro, avverte l'urgenza di darsi un nuovo modello organizzativo. In questo contesto, il famoso "sciopero del sesso" ordito dalle donne ateniesi e spartane da semplice beffa coniugale, si trasforma in un atto di disobbedienza civile, finalizzato a congelare un sistema per arrestare la distruzione.
Con uno straordinario cast di 19 danzatori provenienti dalle più prestigiose compagnie europee, prende forma perciò un’indagine profonda su sentimenti complessi in un mosaico emotivo in continuo movimento, dove dolore, memoria e trasformazione si intrecciano sulla scena.
Rappresentata per la prima volta ad Atene alle Lenee - feste in onore del dio Dioniso - del 411 a.C., ha come personaggio principale Lysistrata (il cui nome letteralmente significa "colei che scioglie gli eserciti”), la quale mettendosi a capo delle donne di tutta la Grecia, stanche della lunga guerra tra Atene e Sparta, propone lo “sciopero del sesso”, ossia di astenersi dai rapporti sessuali con i mariti finchè si firmerà un trattato di pace. Le donne giurano quindi su una coppa di vino e le più anziane occupano l'Acropoli, dove è custodito il tesoro dello Stato. Gli uomini provano a forzare il blocco ma falliscono e alla fine, esausti e incapaci di resistere oltre, si arrendono. I delegati di Atene e Sparta firmano così la pace e la commedia si conclude con canti e danze di festa. L'opera può essere interpretata come una sorta di manifesto contro l'assurdità della guerra e il suo pacifismo è molto evidente.
Adattamento e regia: Asterios Peltekis; aiuto regia: Evi Sarmi; traduzione: Konstantinos Bouras; scenοgrafia: Froso Lytra; costumi: Nikos Charlautis; coreografia: Konstantinos Rigos; assistente scenografa e costumista: Danai Pana; cantante: Korina Legaki.
Con Asterios Peltekis, Korina Legaki, Iordanis Aivazoglou, Antonis Antonakos, Nikos Georgakis, Dimitris Diakosavvas, Chryssa Zafeiriadou, Sofia Kalemkeridou, Krateros Katsoulis, Katerina Kaukoula, Anastasia Kelesi, Thanos Kontogiorgis, Elisavet Konstantinidou, Tatiana Melidou, Dimitris Morfakidis, Chrysi Bachtsevani, Dimitris Naziris,Alexandra Paleologou, Katerina Papoutsaki, Efthymis Pappas, Vaso Pavlou, Panagiotis Petrakis, Christina Petroleka, Marieta Protopappa, Kostas Santas, Evi Sarmi, Giannis Tsemperlidis, Giannis Harisis.
Lo spettacolo è in greco moderno con sopratitoli in italiano.
Foto: locandina uffficiale dello spettacolo
Informazioni
Sabato e domenica ore 21.00
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