
Uno dei più celebrati capolavori mozartiani, Le nozze di Figaro, è in scena al Teatro dell’Opera di Roma dal 15 al 23 settembre, per la regia di Claus Guth. Ideato da Guth per il Festival di Salisburgo del 2006, il celebrato allestimento di quest’opera arriva per la prima volta in Italia.
Scritta tra il 1785 e il 1786, Le nozze di Figaro debuttò nel 1786 ed è la prima delle tre in italiano da lui composte su libretto di Lorenzo Da Ponte, che per Mozart scrisse successivamente Don Giovanni e Così fan tutte. L'opera in quattro atti è considerata un capolavoro della drammaturgia operistica: il testo infatti è ricco di colpi di scena, equivoci e situazioni comiche che mantengono alto il ritmo narrativo, con la sua trama di una coppia di servi e una moglie che si oppongono a un padrone e marito dispotico e bugiardo. La vicenda si svolge nel castello del conte nel corso di una "folle giornata", ricca sia di eventi drammatici che comici, in un intreccio serrato, nella quale i servi Figaro e Susanna vogliono sposarsi, ma il Conte cerca di sedurre Susanna, imponendo anche lo "ius primae noctis" sulla futura sposa. Tra inganni, travestimenti e un intricato gioco di equivoci, la Contessa e Susanna alla fine smascherano il Conte, che chiede perdono alla moglie, permettendo le nozze.
La produzione del Teatro dell’Opera propone una lettura profondamente innovativa del capolavoro mozartiano, dando una lettura prettamente psicologica e spostando il baricentro dalla dimensione di commedia degli equivoci allo studio dei rapporti umani e delle dinamiche di coppia. La vicenda, ambientata agli inizi del Novecento in un unico spazio scenico ideato da Christian Schmidt, ossia l’androne di una dimora borghese con un’imponente scalinata, si sviluppa come un dramma in cui le tensioni emotive emergono con forza. L’azione inizia negli interni della casa degli Almaviva ma, a poco a poco, la scena si trasforma e lo spazio viene progressivamente invaso dal bosco, che diventa l’ambiente dominante. Grazie alla regia di Guth, il bosco diventa un luogo mentale e simbolico, dove emergono desideri repressi, paure e pulsioni inconsce dei personaggi.
A dirigere l’opera è Emmanuel Tjeknavorian, vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior direttore e al suo debutto al Teatro Costanzi. Sul palco troviamo Germán Olvera, che si alterna con Vito Priante nella parte del Conte di Almaviva; Roberta Mantegna, in alternanza con Federica Guida come Contessa; Martina Russomanno, affiancata da Benedetta Torre nei panni di Susanna; Erwin Schrott e Alessio Arduini interpretano Figaro; Elmina Hasan e Cecilia Molinari vestono invece i panni di Cherubino. Completano il cast Monica Bacelli (Marcellina), Roberto Scandiuzzi (Bartolo), Marcello Nardis (Don Basilio), Blagoj Nacoski (Curzio), Jessica Ricci e Alejo Alvarez Castillo (provenienti dal progetto Fabbrica dell’Opera di Roma, impegnati rispettivamente nelle parti di Barbarina e Antonio). Orchestra e Coro del Teatro dell’Opera di Roma; allestimento della Canadian Opera Company; coro diretto da Ciro Visco.
Foto: Yasuko Kageyama
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