
Il programma pensato da Juraj Valčuha per il suo ritorno sul podio dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia - nell’ambito della Stagione di Musica Sinfonica dell’Auditorium Parco della Musica -
comprende due brani tra i più complessi per un pianista: il Concerto n. 3 di Rachmaninov, un concerto di grande virtuosismo tecnico, soffuso di lirismo, affidato alla maestria di Behzod Abduraimov, insieme al Concerto per orchestra di Bartók: un’opera nata dall’esilio e dalla nostalgia, che trasporta gli ascoltatori in un viaggio metaforico tra elegie notturne e incantevoli danze.
Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in re minore, op. 30 di Sergej Rachmaninov è un’opera che, fin dalla sua prima esecuzione nel 1909, ha affascinato e sfidato i pianisti di tutto il mondo. Diviso nei canonici tre movimenti - Allegro ma non tanto; Intermezzo; Adagio e Finale - il Concerto è un brano pregno di inventiva melodica e complessità strutturale; d'impostazione tardo-romantica, dalle melodie affascinanti e momumentale nell’espressione, richiede al solista una grande tecnica virtuosistica.
Il Concerto per Orchestra, composto da Béla Bartók tra il 1942 e il 1943, durante i difficili anni del suo esilio americano, è caratterizzato da cinque movimenti che legano il folklore ungherese a una profonda nostalgia dell'esule, culminando in un finale esuberante e ritmicamente complesso.
Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia
direttore: Juraj Valčuha
pianoforte: Behzod Abduraimov
Rachmaninov Concerto per pianoforte n. 3
Bartók Concerto per orchestra
Foto: sito ufficiale dell'Auditorium Parco della Musica
Informazioni
Rappresentazione: il 22/01/2026 alle 20:00:00
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