
Nella sala al piano terra del Museo di scultura antica Giovanni Barracco perla nascosta tra i musei romani, arriva in esposizione il Nettuno, un prestito eccezionale dal Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains di Lione. Si tratta di un evento espositivo di assoluto rilievo, frutto di un importante scambio internazionale, che porta negli spazi del Museo, una tra le opere più significative provenienti dall’antica colonia romana di Lugdunum, l’attuale Lione.
Il Nettuno di Lione è una delle più grandi statue bronzee dell’antica Gallia, caratterizzata per l’adozione di un’iconografia tipicamente greco-romana, priva di eclettismi, generalmente molto frequenti nella scultura e nell’arte delle province romane. Realizzata nel III secolo d.C. da un atelier locale, l’opera a grandezza quasi naturale raffigura il dio del mare e delle acque nel momento in cui emerge dai flutti, identificabile per la disposizione dei capelli inanellati a “ricci bagnati”. Secondo un’iconografia mutuata dall’omologo greco Poseidon, si pensa che in origine la divinità recasse nella mano sinistra un tridente, suo attributo principale, e nella destra, forse, un delfino. La sua sede monumentale era probabilmente un tempio cittadino di Lugdunum, la città capitale della provincia della Gallia Lugdunensis e “metropoli” delle Gallie.
Significativa è la funzione di questo dio in quanto protettore e signore “delle acque”, ma non principalmente delle distese marine come presso Greci e Romani, bensì delle acque interne, fluviali. Interessante, al riguardo, il luogo della scoperta: la statua infatti venne ripescata nel Rodano nel 1859, nel tratto in cui il fiume attraversa la città di Lione, quasi a sottolineare il legame del dio col mondo acquatico fluviale, un legame da contestualizzare nella religiosità e nel culto dedicatogli in ambiente celtico.
L’iniziativa, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Métropole Grand Lyon, nasce nell’ambito di un accordo per lo scambio di opere antiche stipulato tra il Museo di scultura antica Giovanni Barracco e il Museo Lugdunum-Musée et Théâtres romains, Métropole de Lyon, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione di quest’ultimo. Nel contempo, alcuni capolavori del Museo Barracco sono esposti nella mostra attualmente in corso a Lione C’est canon. L’art chez les Romains.
Foto: Il Nettuno di Lione
Informazioni
Dal 6 febbraio al 7 giugno 2026
Dal martedì alla domenica ore 10.00 - 18.00
Ultimo ingresso ore 17.15
Giorni di chiusura
Tutti i lunedì, 1° maggio
CONSULTA SEMPRE LA PAGINA AVVISI prima di programmare la tua visita al museo.
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