
Curata da Giuseppe Garrera e promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio di Roma - Città delle Arti, la mostra a ingresso gratuito nel Padiglione 9a del Mattatoio Roma indaga il dialogo e il contrasto tra la scultrice italiana Federica Luzzi (nata a Roma) e l’artista giapponese Naoya Takahara (nato in Ehime ma residente a Roma dal 1977), unendo Oriente e Occidente nella ricerca comune di luoghi propizi.
Sculture, installazioni, fragili fogli, tessuti, cuciture, falsi monumenti trasformano gli spazi del padiglione in un viaggio visivo in cui ogni pezzo è canto e timore continuo di subire violenza nel corpo, nel proprio corpo, e nel suo giocare. Oggetti, sculture e tessiture, tutto, allo stesso tempo, è segno di ostinazione e cocciutaggine e impossibilità di fatto di sottostare alle leggi del mondo così com’è.
Tutte le opere di Luzzi e di Takahara disattendono gli ordini del mondo (l’ammaestramento della famiglia e della scuola, la felicità certa del conformismo, la fede nella pubblicità) e si perdono e incantano nel tentativo di capire perché accada questo, perché, come diceva la poetessa Margherita Guidacci, s’approfondiscono ignoto e solitudine quando si vorrebbe essere come tutti gli altri. Cos’è la grazia della diversità? O la felicità, a un certo punto, di sapere che gli ultimi, di cui facciamo parte, resteranno, per fortuna, gli ultimi.
Informazioni
lunedì chiuso
martedì11-20
mercoledì 11-20
giovedì 11-20
venerdì 11-20
sabato 11-20
domenica 11-20
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