Dal 2 all'8 ottobre, Medina Art Gallery Roma presenta la mostra personale di Antonio Finelli in Via A.Poliziano 4/6, Roma. L’evento di opening si terrà il 2 ottobre, alle 18, presso Medina Art Gallery, via A.Poliziano 4/6, Roma. Antonio Finelli è nato a Roma dove si è laureato in Filosofia e diplomato in Pittura presso la Scuola Comunale d’arte San Giacomo e si è perfezionato in incisione nel laboratorio Tracce. Pur rimanendo intimamente legato all’ambiente artistico romano e risiedendo stabilmente a Roma, Antonio Finelli svolge da anni la sua attività artistica lungo un asse geografico e concettuale che tocca Berlino e Marrakech per tornare a Roma dove la sua pittura appare cosi filtrata da una sensibilità globale e comparativa sulla luce. A Berlino partecipa a mostre collettive e personali tra cui su invito dell’Istituto Italiano di Cultura, la personale “Sotto i cieli di Roma e Berlino” nel 2009 e “Charlottenburg” nel 2013 presso il suo studio abitazione. In Marocco, a Marrakech e Rabat, nel 2012 si sono tenute due importanti personali. A Roma dal 2019 ha un’intensa collaborazione con Medina Art Gallery che sovente espone i suoi lavori e, con la stessa, nel 2022 presso il Palazzo Merulana si è realizzata una sua personale “L’aria di Roma”. Nell’odierna era digitale, dominata da impressioni effimere e flussi visivi convulsi, l’opera di Antonio Finelli risponde all’urgenza di sottrarre le immagini di Roma al logorio di un tempo faticoso e frammentato. Quello dell’artista è un atto di resistenza poetica: fermare il cronometro della contemporaneità per aprire uno spazio sacro alla meditazione, dove il silenzio delle piazze e delle architetture permette finalmente di ritrovare il disegno interiore delle cose. Questo è lo scopo della pittura di Antonio Finelli che vuole catturare la bellezza e la luce di Roma in immagini senza tempo, restituite solo allo spessore della loro storia, alla pienezza e alla meraviglia dei loro spazi e volumi. La luce cessa di essere un semplice fenomeno atmosferico per farsi sostanza filosofica. Non è la luce mutevole dell’impressione, né il chiaro-scuro del barocco romano; è, al contrario, una luce assoluta, zenitale e incorruttibile, che investe l’architettura della città. Roma qui parla infatti secondo una rappresentazione figurativa immediata, diretta, senza la presenza di esseri umani, perché solo in questa dimensione astratta e metafisica è capace di rivelare l’intensità dell’intero tempo che s’è sedimentata in essa e, con lui, dell’umanità invisibile che l’ha vissuta e attraversata. Elegie del passato ma anche del futuro, dunque, queste pitture di Antonio Finelli, perché in esse l’assenza dell’umano consente proprio all’umano di non temere e di rassicurarsi nella visione di ciò che dura e permane.Il programma potrebbe subire variazioni
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Alle 10.00
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