
Recentemente acquistata dallo Stato italiano tramite la Direzione generale Musei, l’opera Ecce Homo di Antonello da Messina viene presentata eccezionalmente in anteprima mondiale a Roma prima di raggiungere la sede a cui è stata assegnata, il Museo Nazionale d’Abruzzo da poco riaperto nel Castello cinquecentesco dell’Aquila, dove dialogherà con le opere coeve del territorio abruzzese.
Datata intorno al 1465 e collocabile nell’ambito della devozione privata, la tavola è di piccole dimensioni (circa 20 x 14 cm) e opistografa, cioè dipinta su entrambi i lati. Sul recto presenta la prima intensa interpretazione dell’Ecce Homo da parte di Antonello da Messina, mentre sul verso è raffigurato un San Girolamo penitente in un paesaggio di gusto nordeuropeo. Si tratta dell’unico esemplare di questa iconografia rimasto fino a oggi in mani private. Riscoperta da Federico Zeri nel 1981, era appartenuta alla collezione newyorkese Wildenstein ed era probabilmente conservata in Spagna agli inizi del Novecento.
L’opera è esposta al pubblico con ingresso libero dal lunedì al venerdì (dalle 10 alle 20) nella Sala Capitolare di Palazzo della Minerva, sede della Biblioteca del Senato della Repubblica.
Nei fine settimana sabato 11 e domenica 12, sabato 18 e domenica 19 aprile, per visitare la mostra sarà necessario ritirare un biglietto (a partire dalle ore 9.00 fino a esaurimento posti, massimo due a persona). Gli ingressi saranno effettuati ogni 30 minuti dalle ore 9.30 (ultimo ingresso ore 17.30).
Informazioni
La mostra è prorogata al 19 aprile 2026 con orario 10:00–20:00 nei giorni feriali e 10:00–18:00 nei fine settimana.
Mercoledì 8 aprile la mostra resterà chiusa al pubblico.
Ultimo ingresso 15 minuti prima della chiusura.
Nei fine settimana sabato 11 e domenica 12, sabato 18 e domenica 19 aprile, per visitare la mostra sarà necessario ritirare un biglietto (a partire dalle ore 9.00 fino a esaurimento posti, massimo due a persona). Gli ingressi saranno effettuati ogni 30 minuti dalle ore 9.30 (ultimo ingresso ore 17.30).
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