Dal centro alle periferie della Capitale, il festival porta in scena drag, teatro, fotografia, danza e incontri. BIOLOGICAMENTE QUEER è il tema scelto quest’anno per interrogare i confini con cui siamo abituati a definire corpi, genere e identità.Una pluralità che appartiene anche alla storia. In culture e società molto diverse, identità e ruoli di genere hanno assunto nel tempo forme che non rientrano nella dicotomia maschile-femminile. Dal Pacifico e dall’Asia meridionale alle popolazioni indigene delle Americhe, la storia documenta modi differenti di vivere e rappresentare il genere, molti dei quali precedono di secoli il dibattito occidentale contemporaneo. Anche il mondo naturale offre esempi che mettono in discussione l’idea di categorie immutabili. Ornitorinchi ed echidne sono mammiferi che depongono uova; in numerose specie di pesci il sesso può cambiare nel corso della vita, come parte del normale ciclo biologico. Fenomeni diversi, che mostrano quanto la natura possa assumere forme e strategie molto più varie di quelle suggerite dalle classificazioni più immediate.BIOLOGICAMENTE QUEER parte anche da questi esempi per interrogare il modo in cui costruiamo confini e categorie nell’esperienza umana. Fotografia, drag, teatro, danza e incontri sviluppano questa riflessione lungo tutto il programma, traducendola in immagini, corpi, storie e spazi di confronto.Ideato da ONDADURTO TEATRO, DRAG ME UP – Queer Art Festival ha la direzione artistica di Karma B e Margó Paciotti e la direzione generale di Lorenzo Pasquali.
Informazioni
Consulta il programma
Condividi












































