Di Fëdor Dostoevskijnell'adattamento teatrale di Glauco Mauri
Con Francesco Sferrazza Papa, Paolo Zuccari, Woody Neri, Giulio Petushi, Aurora Spreafico e Anna Bisciari
Regia Andrea Baracco
Rinchiuso da giorni nella sua tana vicino a Piazza Sennaja, uno dei luoghi più malfamati e pericolosi di Pietroburgo, Raskolnikov, il protagonista di Delitto e Castigo, si pone ossessivamente una domanda, ogni volta con parole diverse ma inesorabilmente sempre la stessa: quanto valgo?. Sintetizzata nell’iconica frase Io, sono più simile a un pidocchio o a Napoleone?. Raskolnikov, insomma, è uno squattrinato studente di 23 anni, che passa le sue giornate sdraiato a domandarsi chi è. A chiedersi come uscire dalla miseria materiale e morale che lo ingabbia e lo fa sprofondare. Fin qui nulla di sostanzialmente diverso dai tanti uomini superflui che la letteratura russa ci ha consegnato nel ‘800, ma Dostoevskij, con questo romanzo, inventa un nuovo tipo di eroe russo: Raskolnikov chiede spazio, non si accontenta di stare sdraiato, vuole vivere, incidere, fare la storia, modificare l’esistente, metterlo a testa in giù, e allora dopo infiniti tormenti decide di agire, e cosa fa? Si alza dal divano e trasgredisce, spezza il confine che gli è stato assegnato, vuole riscrivere la storia perché quella che c’è non gli piace. Non piace a lui come a tutti i ventenni che attraversano il romanzo in cerca di un luogo dove stare. La politica, la religione, la filosofia, sono gli strumenti di cui questi ragazzi si armano per cercare di dire parole nuove in un mondo marcio, vecchio, che li opprime e che non gli corrisponde affatto. Proprio per ascoltare le voci profonde dei protagonisti del romanzo, nella composizione del cast, ho ritenuto indispensabile rispettare l’età anagrafica dei personaggi, ponendomi una domanda: come risuonano oggi le parole scritte da Dostoevskij nel 1866, in bocca alla generazione nata e cresciuta negli anni 2000? Hanno ancora quella forza dirompente quelle parole? Sono ancora portatrici di quel senso scandalosamente umano e politico di chi vuole con ferocia trasformare l’esistente? E infine, quanto costa a quei giovani commettere peccato, infrangere l’ordine costituito, parlare una lingua nuova di zecca, mandando al diavolo la storia nella quale gli è capitato di nascere?
Produzione Compagnia Mauri Sturno
Il programma potrebbe subire variazioni
Informazioni
Martedì, mercoledì, giovedì e venerdì ore 20.00Sabato e domenica ore 17.00
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