Per Paolo Bielli “i disegni, realizzati tra il 2015 e il 2025, lasciati in una sorta di letargo glaciale, cercano di
liberarsi dal ghiaccio che li blocca in pose statuarie. Rielaborati con spray e graffi per scalfire gli involucri che
li costringono in realtà opprimenti, come la guerra.
Simulando una danza silenziosa i nostri pugili lottano con
colori sgargianti; ironie e tragedie si fondono in un gioco che allude ad un’ancora di salvezza.
Considerando anche il fatto che molti pugili, grazie alla boxe sono usciti da situazioni difficili come la povertà.
Il ghiaccio può essere colorato, arancione o rosso dagli spray, che sono poi all' origine della sua ricerca.
I protagonisti sono pugili colti in una danza potente e al contempo delicata. Il loro non è uno scontro
convenzionale, ma un tentativo ostinato di scalfire la superficie del ghiaccio. Ogni colpo sferrato, ogni passo
sospeso nella materia gelida è un gesto creativo e liberatorio, destinato a rompere l'isolamento e a
rivendicare la propria presenza. Il pugilato si spoglia così della sola componente agonistica per rivelarsi una
metafora esistenziale: una vera e propria danza di liberazione in cui la forza incontra la vulnerabilità, e dove
la ricerca del contatto umano passa attraverso la crepa, la scheggia, la spaccatura del proprio limite”.
Con un testo critico di Anna Cochetti e Andrea Iezzi.Il programma potrebbe subire variazioni
Informazioni
Dal 20/09/2026 al 03/10/2026, tutti i giorni alle 12:00
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