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Alla scoperta dei musei intorno a Piazza Venezia

Musei Capitolini

Distesa ai piedi del Campidoglio, Piazza Venezia è uno dei luoghi più scenografici della capitale, da dove partono a raggiera alcune delle strade principali del centro storico.

La sua affascinante forma geometrica è caratterizzata da un potpourri di edifici di diversi stili architettonici: il rinascimentale Palazzo Venezia, lo speculare Palazzo delle Assicurazioni Generali, costruito nel XX secolo, il seicentesco Palazzo Bonaparte, dove visse la madre di Napoleone, e l'incantevole Basilica di San Marco, il tutto dominato dal candore del maestoso Vittoriano.

La piazza è una frequentata meta turistica e un obbligato punto di passaggio per una suggestiva passeggiata in via dei Fori Imperiali, una fotografia al celebre busto di Madama Lucrezia, una delle Statue Parlanti di Roma, una visita alla Bocca della Verità o una giornata all’insegna dello shopping nella vivace via del Corso, magari dopo aver lanciato una monetina nella vicina Fontana di Trevi o aver bevuto un caffè in uno dei piacevoli locali del Tridente.

Famosa in tutto il mondo per la sua storia e per aver fatto da sfondo a molti celebri film, Piazza Venezia ospita nei suoi dintorni alcuni dei più spettacolari luoghi d'arte di Roma e del mondo.

Con il nostro nostro itinerario, vi portiamo alla scoperta di quattro prestigiosi musei nei pressi di questa monumentale piazza.

Musei Capitolini

Situato sulla magnifica piazza del Campidoglio progettata da Michelangelo, il complesso dei Musei Capitolini è ospitato nei due edifici di Palazzo dei Conservatori e Palazzo Nuovo, collegati dalla sotterranea Galleria Lapidaria che conduce all’imponente Tabularium, sede degli archivi in epoca romana.

Costituiscono il più antico museo pubblico del mondo, la cui collezione nasce grazie alla donazione del 1471 di Sisto IV di alcune opere precedentemente conservate in Laterano, arricchita nel tempo da reperti provenienti da scavi archeologi, dal Vaticano o da collezioni appositamente acquistate, come la prestigiosa collezione Albani.

Inaugurato nel 1734, Palazzo Nuovo si apre con lo scenografico cortile con la fontana di Marforio, opera romana del II secolo d.C. e una delle famose Statue Parlanti, utilizzate dal popolo a partire dal Rinascimento per affiggervi messaggi satirici noti come “pasquinate”.  All’interno sono esposte sculture antiche di pregio, provenienti in gran parte da collezioni private di prelati e nobili famiglie romane: raccolte di busti di filosofi, ritratti imperiali, sculture egizie, e opere celebri come il Galata morente e la Venere Capitolina, insieme a notevoli documenti epigrafici. 

Palazzo dei Conservatori, destinato a museo nel 1876, ospita numerose sculture bronzee, come la Lupa, lo Spinario e il Bruto Capitolino. I suoi Appartamenti, al cui interno si trova il suggestivo Busto di Medusa del Bernini, sono decorati con splendidi cicli di affreschi del XVI-XVII sec., relativi alla storia antica di Roma. Al primo piano, una grande aula vetrata accoglie l’imponente statua equestre in bronzo di Marco Aurelio e i resti del tempio di Giove Capitolino, mentre al secondo piano si trova la Pinacoteca Capitolina, al cui interno sono esposti capolavori di artisti come Tiziano, Caravaggio, Rubens, Annibale Carracci, Tintoretto e Guido Reni.
I Musei Capitolini possiedono inoltre una pregevole collezione di gioielli, monete e medaglie, custodita presso il Palazzo Caffarelli-Clementino.

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Spettacolare e suggestiva finestra sui Fori Imperiali, i Mercati di Traiano sono un complesso archeologico unico al mondo. Rappresentano infatti un “quartiere” che ha vissuto l’evoluzione della città dall’età imperiale ai giorni nostri, in continua trasformazione: da centro amministrativo strategico dei Fori imperiali, a residenza nobiliare, a fortezza militare, a sede prestigiosa di convento, a caserma.

Rappresentano il primo museo di architettura antica, e raccontano contemporaneamente l’evoluzione dell’architettura romana nei suoi diversi aspetti e la storia della città, attraverso il legame tra il complesso e l’area archeologica dei Fori.

Il Museo occupa gli edifici della Grande Aula e del Corpo Centrale, e comprende il Grande Emiciclo con la sezione del Foro di Traiano. Dedicato alla decorazione scultoreo-architettonica dei Fori, si propone di affrontarne anche gli aspetti costruttivi e di restituire la visione “finale” originale degli edifici. Espone ricomposizioni di partiture della decorazione architettonica e scultorea dei Fori, ottenute con frammenti originali, calchi e integrazioni modulari in pietra, affiancati da pannelli tradizionali e tecnologie multimediali.

Al piano terra della Grande Aula, un apparato multimediale introduce alla visita di tutta l’area forense, insieme ad alcune sale dedicate ai singoli Fori, ognuno simboleggiato da un reperto particolarmente rilevante. Al piano superiore dell’Aula, si snodano le due sezioni relative al Foro di Cesare e alla “Memoria dell’Antico”, mentre le sale del Corpo Centrale sono dedicate alla decorazione architettonico-scultorea dei portici, delle esedre e dell’aula del Colosso del Foro di Augusto.

Museo Nazionale del Palazzo di Venezia

Questo prestigioso museo ha sede nel palazzo adibito a sontuosa residenza cardinalizia di Pietro Barbo, titolare della adiacente Basilica di S. Marco, eletto pontefice con il nome di Paolo II (1464-71).

Recuperato dall'Austria, fu scelto come sede di un grande museo nazionale di arte medievale e rinascimentale nel 1916, in cui confluirono gli oggetti provenienti dal disperso Museo Kircheriano, dalla Galleria Nazionale d'Arte Antica e dalle collezioni raccolte a Castel Sant'Angelo per l'Esposizione Internazionale d'Arte del 1911, a cui successivamente si aggiunsero armi, dipinti medievali e rinascimentali, sculture lignee e opere di oreficeria sacra.

Il primo allestimento risale al 1921, seguito da un breve, secondo allestimento del 1929, quando il palazzo fu scelto da Benito Mussolini come sede del Capo del Governo. Dopo la parentesi della guerra, in seguito a consistenti lasciti e a numerose donazioni pubbliche e private, il Museo del Palazzo di Venezia ha gradualmente definito le sue caratteristiche di grande Museo delle Arti Applicate.

Oggi, la raccolta include dipinti, su tavola e su tela dei secoli XV-XVIII; pastelli settecenteschi su carta; sculture ligneee italiane e tedesche; porcellane occidentali e orientali; ceramiche; bronzi; marmi e terrecotte; armi antiche e armature; una ricca collezione di tessuti quali arazzi e tappeti, copricapo, pizzi e merletti; un vasto repertorio di ferri battuti, serramenti e mobili; pregevoli vetri dipinti, avori, argenti e smalti. Ospita inoltre capolavori di artisti come Bernini, Algardi, Pietro Bracci, Giorgione, Guido Reni e Guercino.

Museo Nazionale Romano - Crypta Balbi

Lungo via delle Botteghe Oscure, incastonata tra Largo Argentina, il vicino Ghetto Ebraico e l’area archeologica del Teatro di Marcello, si trova la Crypta Balbi, una delle sedi del Museo Nazionale Romano, insieme a Palazzo Massimo alle Terme, Palazzo Palazzo Altemps e Terme di Diocleziano.

Ospitato in alcuni ambienti del complesso edilizio sorto a partire dal Medioevo sui resti della Crypta Balbi - il cortile porticato collegato al teatro eretto da Lucio Cornelio Balbo nel 13 a.C. - è il primo museo di archeologia urbana che documenta l’evoluzione di un intero isolato del centro storico di Roma nel corso dei secoli.

Il percorso museale si articola all’interno dei diversi edifici che si sono succeduti nell’area durante le varie fasi storiche: al piano terra, si narra la storia del complesso dall’antichità al XX secolo; il primo piano è dedicato ad abitazioni e botteghe di età romana, venute alla luce durante gli ultimi scavi; il secondo piano illustra le trasformazioni della città dal IV al IX secolo, con approfondimenti degli aspetti della cultura materiale e artistica, grazie ai manufatti rinvenuti dagli scavi nella Crypta, da altre indagini archeologiche a Roma e da raccolte storiche dei musei romani.

Nei suggestivi sotterranei, è possibile visitare i resti archeologici rinvenuti nelle cantine dei palazzi su via delle Botteghe Oscure, mentre nell’area archeologica esterna si possono ammirare i resti monumentali dell’esedra della Crypta Balbi e del quartiere che sorge alle sue spalle.

 

 

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