ArteStudio e il Museo Nazionale Romano, diretto da Federica Rinaldi, dopo il grande successo di pubblico di ISTANTI, performance di teatro danza realizzata da ArteStudio a Palazzo Massimo il 17 e il 31 marzo scorsi, propongono due nuovi eventi con la partecipazione delle ragazze e i ragazzi del Centro Sabelli e della Scuola Borgoncini Duca che aderiscono al progetto UNA STANZA PER OFELIA co-finanziato dall’Unione Europea e con il sostegno del MiC.
Ad Aprile il progetto cambia sede e si sposta a Palazzo Altemps con due date: il 14 aprile nella Sala del Galata di Palazzo Altemps con AFRODITE 25’, a cura di Riccardo Vannuccini con Alessandra Marini, Pietro Freddi, Chiara Giangrande, Gabriele Guerra, Silvia Fasoli, Sofia Russotto, Maria Santuzzo, Sabrina Biagioli, Agata Alma Sala, Alba Bartoli, Maria Sandrelli. La performance, liberamente ispirata alla statua di Afrodite, affascinante e di conturbante bellezza, con una posa in movimento che suggerisce libertà e presenza scenica, intende proporre un’archeologia dello sguardo con gli artisti che accompagneranno il pubblico nella visione segreta e misteriosa della dea attraverso prospettive inedite del guardare e del conservare la memoria dello sguardo.
Il 28 aprile ArteStudio si esibisce nel cortile di Palazzo Altemps con IL COLLEZIONISTA, a cura di Yoko Hakiko; ispirata al collezionismo, al restauro, ai ritrovamenti e alle acquisizioni, dove l’intrigo di scale, corridoi e sale dell’edificio diventano metafora della vicenda umana e al tempo della complessità, e gli artisti – e il pubblico – non sono soltanto ospiti, ma indagatori di quel flusso che trattiene passato e futuro
Il progetto di ARTESTUDIO, composto da attività sceniche e laboratoriali dedicate al contrasto e alla prevenzione dei fenomeni e dei comportamenti riferibili alla violenza sulle donne e sulle persone fragili in genere, esplora qui il tema in una relazione fra abitanti e città facendo dello spazio museale il luogo principale di nuove forme di cittadinanza attraverso un rapporto in sensi con la tradizione e il futuro culturale del nostro Paese, utilizzando la performance artistica nei luoghi d’arte come strumento di ricerca e comprensione della vicenda umana, in questo caso stabilendo una relazione originale con gli spazi museali di Palazzo Massimo e Palazzo Altemps.
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