In georgiano, l’espressione “lasciare il Paese” significa sia andarsene sia morire: un’ambivalenza che attraversa la storia recente della Georgia, da cui dagli anni Ottanta quasi un quarto della popolazione è emigrato, spesso verso l’Italia. Dall’incontro tra la compagnia Kepler-452 e gli attori del Teatro Tumanishvili di Tbilisi nasce un’indagine teatrale costruita a partire dalle biografie degli interpreti e da una serie di interviste a chi è partito, a chi è rimasto e a chi è tornato. In scena, dati reali e narrazioni possibili si intrecciano in un racconto corale che esplora le ragioni della partenza e della permanenza, il vuoto lasciato dall’assenza e ciò che continua a esistere nei legami, nelle famiglie e nelle comunità.
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