Come le stagioni cambiano e ritornano, anche i classici possono trasformarsi attraverso nuove letture.In questo concerto coreografico i confini tra musica e danza si dissolvono, aggiungendo un nuovo livello alla celebre reinterpretazione che Max Richter ha realizzato nel 2012 deLe Quattro Stagionidi Vivaldi: una partitura che non riscrive l’originale, ma lo attraversa, lo frammenta e lo ricompone, amplificando la percezione del tempo e della memoria. La musica viene eseguita interamente a memoria dai musicisti di BRYGGEN, guidati dalla violinista Jolente De Maeyer, che si muovono nello spazio scenico come un organismo collettivo, in traiettorie continue e ipnotiche. Tra loro si inserisce un danzatore solitario, in dialogo costante con la musica: a volte la contraddice, a volte la spinge verso nuove intensità. Il coreografo Michiel Vandevelde traduce in movimento la logica compositiva di Richter, che costruisce un ponte tra barocco e contemporaneo, tra ripetizione e variazione, tra struttura e trance. Ogni stagione si lega a una genealogia della danza (da Isadora Duncan a Pina Bausch), mentre prologo ed epilogo elettronici di Didem Coskunseven incorniciano il ciclo come un rituale di nascita, morte e rinascita. Ne emerge un’esperienza immersiva che reinventa il concerto come spazio vivo, fisico e in continua mutazione.
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