AlbumArte ospita la prima personale di Ludovica Anzaldi, a cura di Maria Rosa Sossai. La ricerca transfemminista dell’artista si sviluppa attraverso il dialogo dei tre linguaggi della fotografia, del video e del suono, in un percorso espositivo modellato sugli spazi della galleria. Il titolo è già la volontà dichiarata di rendere manifesto e visibile chi spesso rimane fuori dalla rappresentazione dominante. Il percorso si apre con l’installazione che dà il nome alla mostra, composta da una sequenza di ritratti di donne in cui il female gaze ribalta secoli di immagini in cui la donna è oggetto e quasi mai soggetto dello sguardo.
Dalle donne ritratte da sole o in coppia, solitamemte in interni, si passa alla folla de "Lotto Marzo", titolo che tiene insieme la data e la lotta, dove le fotografie e i video dell’8 marzo 2020 a Città del Messico dialogano con le piazze romane degli anni successivi. A unire le due installazioni è il paesaggio sonoro curato da Livia Borzetti. Si prosegue poi con "L'origine du monde" - dal dipinto di Courbet - ovvero il ritratto che Anzaldi ha fatto all’artista palestinese Dalia Jacob. La donna, priva di volto e con il pube coperto da una grande fetta di anguria, simboleggia la resistenza del suo popolo e delle donne che lo abitano. Accanto, "King Kong Theory", collage di fotografie e illustrazioni, prende in prestito il nome del saggio di Virginie Despentes.
Per ultimo, la frase "Everything Is Political" - scritta sullo specchio del bagno - condensa la pratica di Anzaldi, in quell’indissolubilità tra arte e attivismo, ma suona anche come richiamo alla responsabilità di ciascuno: non esiste neutralità né per chi fa e né per chi osserva l’arte, ogni azione è posizione. Al centro di tutto è quindi il corpo femminile, memoria di ciò che è stato e luogo di lotta per ciò che deve ancora venire. Nel 2027 la mostra approderà a Parigi.
Il programma potrebbe subire variazioni
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mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16:00 alle 19:00
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