Nel 1987 Wim Vandekeybus debutta conUltima Veze conWhat the Body Does Not Rememberimprime una frattura decisiva nella storia della danza contemporanea europea.Più che un esordio, il lavoro si impone come un gesto fondativo: una scrittura fisica estrema, costruita su rischio, velocità, collisione e istinto, in cui il corpo viene costantemente spinto verso una soglia di pericolo reale. È qui che si definisce il lessico di Vandekeybus (tensione, riflesso, attrito, imprevedibilità) in un equilibrio instabile tra attrazione e repulsione che valse allo spettacolo il Bessie Award a New York.A quasi quarant’anni di distanza, il ritorno di questo capolavoro al Romaeuropa Festival non assume la forma di una semplice ripresa storica, ma quella di una rilettura che ne rilancia la radicalità: dopo una prima rimessa in tournée nel 2013, la nuova edizione del 2026, espande la struttura originaria con 17 minuti di nuova musica di Thierry De Mey e una scena inedita riattivandone l’eredità di rischio, istinto e sopravvivenza.
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