MONTI8 è lieta di presnetare Echo, prima personale italiana dell’artista britannica Imogen Allen che apre il 14 maggio, in occasione della Gallery Night.Per questa occasione, l’artista ha realizzato un nuovo corpo di lavori che sviluppano il suo interesse per la natura e per il modo in cui noi ne facciamo esperienza. Piante, funghi e altri elementi dell’ecosistema incarnano il punto di partenza della sua ricerca, incentrata più sull’aspetto emozionale che la pittura comunica che sulla narrazione di una storia.Anche in questa mostra, Allen si concentra su un soggetto al quale recentemente si è dedicata in modo quasi seriale, le ali di farfalla. Attraverso questo soggetto, tuttavia, l’artista non vuole solo rappresentare delle ali intese come simbolo o crearne un racconto, ma guarda piuttosto al lato spirituale e all’esperienza emotiva che l’osservatore ne può fare. Guardando questi dipinti, infatti, siamo invitati a esplorare il nostro subconscio, che è chiamato a rispondere a input sensoriali suggeriti dall’uso di colori brillanti e forme naturali dai contorni sfumati che riempiono la superficie della tela. Tali forme, sono rappresentate sotto un nuovo punto di vista, sfocate e zoommate drasticamente per offrirne una nuova prospettiva.Scrive nel suo testo Maria Vittoria Pinotti: Per Imogen Allen dipingere non significa soltanto rappresentare, ma indagare in modo macroscopico la parte più visibile della realtà, approfondendola e scandagliandola. Sebbene il punto di partenza sia la natura e il modo in cui venga percepita, ogni opera instaura un rapporto con ciò che appare più immediato, permettendoci di conoscerlo nella stessa misura con cui ce lo fa perdere. Concentrandosi sulle ali di farfalla, l’artista sviluppa una ricerca analitica che ne esplora forme, luci e profondità. Tale anatomia viene ingrandita a dismisura, le venature e la membrana che la compongono perdono il loro aspetto ordinario per trasformarsi in un’estensione di forme e tonalità. In questo processo, la pittura abbandona la sua qualità descrittiva e mimetica, mutandosi in un labirinto visivo, tanto per la mente quanto per l’occhio. Qui emerge il valore visionario della sua ricerca e proprio come teorizzava Wassily Kandinsky, la forma anche quando completamente astratta e geometrica possiede un suono interiore, per questa ragione nelle opere in mostra, il vedere si trasforma in ascolto, affinché ogni pittura si unisca alle altre fino a comporre gli echi di un’unica grande sonorità.
Informations
Da giovedì 14 maggio a giovedì 30 giugno 2026Inaugurazione il 14 maggio 2026 dalle ore 18.00 alle ore 20.00
Condividi












































