Chiamiamo questo pianeta Terra. Eppure il Mare ne ricopre la maggior parte della superficie, custodisce le prime forme di vita, traccia rotte, separa e unisce terre, popoli, lingue e immaginari. Da sempre gli esseri umani lo attraversano per conquistare, fuggire, commerciare, salvarsi, cercare una casa o semplicemente un altrove. L’essere umano non è un albero: si muove. Lo ha sempre fatto. RE_Mare parte da questa evidenza e la mette in cortocircuito con l’illusione, tutta contemporanea, che sia possibile arrestare, ordinare o persino invertire un movimento che appartiene alla storia stessa dell’uomo. Tra apparizioni, trasformazioni, mito e cronaca, secoli lontanissimi finiscono così per trovarsi nello stesso spazio. Ma a decidere che cosa sia un viaggio è quasi sempre chi guarda arrivare. Le stesse azioni — partire, attraversare, approdare — possono produrre un santo, un eroe, un invasore, uno straniero, un migrante. Sono i confini, le epoche, le appartenenze e soprattutto i nomi che scegliamo a stabilire la differenza. E quei nomi raccontano forse più di chi li pronuncia che di chi sta arrivando. Il mare no. Il mare continua a muoversi sotto tutti questi nomi, indifferente alle nostre definizioni. Forse per questo è RE_Mare: perché prima di essere il mare che attraversiamo, è il mare che ci tollera. Un mare davanti al quale, da sempre, non possiamo fare altro che remare.Il programma potrebbe subire variazioni
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dal 1 al 4 dicembre alle 21:005 dicembre alle 19:006 dicembre alle 17:30
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