Il Re di Spagna. Relazioni musicali tra Spagna e Italia in un contesto globale
La IUC e l’Instituto Cervantes presentano il Grupo de Música Barroca “La Folía”: diretto da Pedro Bonet il trio propone Il Re di Spagna. Relazioni musicali tra Spagna e Italia in un contesto globale, con musiche che vanno da Guglielmo Ebreo da Pesaro e Francisco de la Torre fino a Corelli in un viaggio nelle relazioni musicali tra la penisola iberica e l’Italia. Il trio, che prende il nome dall’illustre brano di origine iberica legato alla pratica musicale del Barocco, è stato fondato a Madrid nel 1977 dal flautista Pedro Bonet ed è attualmente ritenuto fra le formazioni dedite all’interpretazione storica che vanta la più lunga carriera nel panorama internazionale. Il gruppo struttura abitualmente il repertorio dal XIII al XVIII secolo in programmi monografici che ruotano attorno a figure, eventi e momenti salienti musicali, storici, geografici, artistici e culturali, spesso con un approccio multidisciplinare che si riflette anche nella sua discografia.
"Il Re di Spagna" era un particolare tenore di bassa danza, così chiamata perché si ballava rasoterra e solitamente era accompagnata dalla corrispondente “alta”, che, come indica il nome, era saltata. Con questi brani si identificava a livello internazionale, all'inizio dell'Età Moderna, la musica della Spagna, che ebbe con l’Italia – l’altra “esperide” dell’Europa meridionale – una lunga e feconda storia di relazioni musicali che qui intendiamo riflettere in un ambito geografico che abbraccia diversi continenti. Accanto a varie versioni rappresentative di questa forma musicale, il concerto offre una selezione di brani che rappresenta solo un piccolo esempio delle enormi implicazioni musicali esistenti tra i due paesi. Ciò sia in relazione a questioni di dipendenza territoriale – come nei casi di Milano (Joan Ambrosio Dalza e la sua Calata a la spagnola) e Napoli (Diego de Ortiz, maestro toledano della cappella vicereale che pubblicò il suo Trattato di glosse a Roma, o Falconiero, che visitò Madrid all’inizio del regno di Filippo IV) – sia per motivi di moda, quando nel XVIII secolo lo stile italiano divenne un riferimento mondiale, come nel caso di altri autori la cui opera si trova disseminata nei luoghi più vari.
Il programma potrebbe subire variazioni
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ore 17:30
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