Che forma ha la fine? Cosa accade prima e dopo? In che modo è possibile attraversarla e come può essere trattenuta?
Sono alcune delle domande che percorrono la grande mostra dedicata a Sophie Calle, una delle figure più originali e influenti dell’arte contemporanea internazionale, che riunisce otto progetti realizzati dal 1978 al 2026, ai quali si aggiunge una nuova installazione permanente presso il Cimitero Acattolico per gli Stranieri di Roma.
Fotografie, testi, video, installazioni e racconti autobiografici compongono un percorso circolare che copre oltre quarant’anni di ricerca, indagando i confini tra pubblico e privato, realtà e finzione, arte e vita. Al centro i grandi temi dell’esistenza l’amore e la separazione, il lutto e la memoria, il desiderio e l’assenza, il fallimento e la possibilità di ricominciare.
Con un linguaggio essenziale e rigoroso, Sophie Calle trasforma esperienze personali e collettive in opere d’arte attraverso un suo metodo unico fatto di regole, gesti e rituali precisi. Il conto alla rovescia verso la fine di una relazione, il tentativo di catturare l’ultimo respiro della madre, l’inventario dei progetti incompiuti, l’incontro con persone che vedono il mare per la prima volta: ogni opera diventa un modo per interrogare ciò che finisce, ciò che resta e ciò che può ancora avere inizio.
in testata: © Sophie Calle / SIAE (Roma, 2026), Autobiografie, Infarto silenzioso, 2017. Courtesy dell’artista e Perrotin
Il programma potrebbe subire variazioni
Informations
Dal 16/10/2026 al 07/02/2027, tutti i giorni
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