Amae no Kōzō è una creazione di Eliana Stragapede e Borna Babić, fondatori della compagnia Paper Bridge ed ex interpreti della compagnia Peeping Tom. Il titolo prende ispirazione dal concetto giapponese di amae , descritto dallo psichiatra Takeo Doi come il desiderio di affidarsi all’altro e di riceverne amore, cura e indulgenza; kōzō significa invece “struttura” o “anatomia”. Dall’incontro di questi due termini nasce una riflessione sulla natura profonda della dipendenza affettiva e dei legami umani. La performance attraversa il territorio complesso delle relazioni, dove vicinanza e distanza, bisogno e libertà, cura e autonomia convivono in un equilibrio fragile e mutevole. In scena, due corpi si cercano, si sostengono, si trattengono e si allontanano, dando vita a un paesaggio in continua trasformazione. Ogni incontro apre nuove possibilità di connessione, ma anche nuove forme di resistenza; ogni gesto mette in luce il delicato equilibrio tra il desiderio di appartenere e la necessità di preservare la propria individualità. Con una scrittura coreografica intensa e fisica, Amae no Kōzō esplora la vulnerabilità dell’essere insieme, interrogando ciò che ci unisce, ci trasforma e, talvolta, ci costringe a lasciar andare.
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