Il 17 marzo del 1976 se ne andava Luchino Visconti, regista, sceneggiatore, scenografo, uno dei più importanti artisti e intellettuali italiani dello scorso secolo. A cinquant’anni dalla morte, la Casa del Cinema gli dedica un omaggio proiettando, nell’arco di tre mesi, la retrospettiva completa della sua straordinaria opera. Si inizia a marzo con la proiezione, in ordine cronologico, dei primi sei titoli da lui realizzati per il grande schermo.
Il programma è inaugurato, lunedì 2 marzo alle ore 20, da Ossessione, esordio alla regia di Visconti, che nel 1943 apre il neorealismo ispirandosi a un noir all’americana, il romanzo “Il postino suona sempre due volte” di James M. Cain. Un film anticipatore, scomodo, disilluso: il regime di Salò ordinò la distruzione, ma il regista riuscì a nascondere un negativo.
Giovedì 5 alle ore 17 è proiettato La terra trema, strepitoso affresco sulla lotta di classe ambientato tra i pescatori di Aci Trezza e interpretato da attori non professionisti. Il film è uno dei testi-chiave del neorealismo.
Sabato 7 marzo alle ore 18, il pubblico può assistere a Bellissima, che mostra – a partire da un soggetto di Cesare Zavattini e grazie all’interpretazione di Anna Magnani – i due volti di Cinecittà: da una parte la sua facciata e i suoi celebri studi, dall’altra il cinismo imperante che la attraversa e il sottobosco truffaldino del mondo del cinema.
Dome nica 8 marzo alle ore 18 è la volta di Siamo donne, film a episodi in cui alcune grandi attrici sono chiamate a interpretare una versione romanzata di loro stesse. Su tutti si staglia l’episodio diretto da Visconti con Anna Magnani, un piccolo gioiello capace di svelare come al cinema la realtà e il mito vadano di pari passo.
Mercoledì 11 marzo alle ore 20 si proietta Senso, film di passioni, illusioni e sconfitte, sorretto dallo straordinario equilibrio storico e romantico di Visconti: lussureggiante la fotografia a colori di Aldo e Robert Krasker, perfetti i costumi di Tosi ed Escoffier.Il programma si chiude giovedì 12 marzo alle ore 20 con Le notti bianche, basato sull’omonimo racconto di Fëdor Dostoevskij. Il film – che consente a Visconti di liberarsi, nel 1957, del neorealismo che aveva inaugurato con Ossessione – riceve il Leone d’argento a Venezia, anche grazie alle straordinarie interpretazioni di Marcello Mastroianni e Maria Schell.
Informaciones
giorni e orari sul sito ufficiale www.casadelcinema.it
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