Alla scoperta del quartiere Ostiense con gli itinerari e le immagini dei nostri speciali reporter: dal Cimitero Acattolico, dove all’ombra di pini e cipressi riposano persone di tutte le fedi e nomi famosi, all’aspetto più “underground” del quartiere, con i murales, le istallazioni di arte urbana e i luoghi dove il regista Ferzan Ozptetek ha girato le sue pellicole.

A condurci Stefania Perrone, Simone Prezzolini, Tobias Marchetti: tre ragazzi, tre stili di vita e tre modi diversi di vivere Roma.

Il materiale è stato prodotto nell’ambito del Master in “Comunicazione e Cultura del Viaggio” organizzato nel 2013 dal Centro Studi CTS e dalla Società Geografica Italiana, ed è stato gentilmente concesso in uso al Dipartimento Promozione del Turismo e della Moda.

Gli studenti individuati dal coordinamento del Master per questo speciale progetto – Stefania Perrone, Simone Prezzolini, Tobias Marchetti – sono stati impegnati in un’attività laboratoriale “sul campo” nei quartieri Garbatella, Ostiense, Aventino, Terme di Caracalla, Testaccio, Pigneto – San Lorenzo.

Urban nature - Cosa cresce a Ostiense di Stefania Perrone

“Here lies a man whose name was written in water”, qui giace un uomo il cui nome e era scritto sull’acqua.

Zona GazometroE’ la frase che si trova sulla tomba del poeta romantico inglese Keats, che insieme a Shelley ma anche a grandi personaggi italiani come Antonio Gramsci, sono sepolti nel cimitero acattolico, accanto alla piramide Cestia: ”Uno dei posti più sereni e commoventi della nostra città”, secondo lo scrittore Marco Lodoli.
E’ da qui che si apre il quartiere di Ostiense.
A ridosso delle Mura Aureliane e del Tevere, prende il nome dalla via principale che lo collega al mare della zona di Ostia, e fu scelto alla fine del 1800 per i primi insediamenti industriali della città.
Oggi anche grazie alla presenza del terzo polo universitario romano, il quartiere è in cambiamento continuo e le abbandonate strutture industriali stanno pian piano entrando a far parte di un progetto orientato verso una riqualificazione urbana creativa, una modalità innovativa per far tornare a vivere un quartiere a partire dall’arte.

Il Municipio VIII infatti si discosta da altri della capitale, offrendo un panorama underground che nulla ha da invidiare ai quartieri di Shoreditch di Londra o Bushwick di New York, famosi per le loro espressioni di urban art.Murale di Blu, csoa Alexis
Negli ultimi anni, infatti, il luogo è stato trasformato e dalle prime istallazioni di arte urbana e dai primi murales, per abbellire i palazzi grigi dell’era industriale, si è passati ad organizzare festival di Street art expression, come l’Outdoor Festival. Arrivato quest’anno alla sua IV edizione, con un mix di fotografia, cinema e graffiti, lascia alla città delle opere d’arte permanenti sulle sue pareti e ha il suo fulcro proprio ad Ostiense.
Una delle strade più ricche, è via dei Magazzini Generali, con un murale dell’artista romano JB Rock chiamata “Wall of Fame”: 60 metri di volti noti in bianco e nero su una base rosso acceso, che hanno segnato il percorso dell’artista . Subito di fronte, un’opera ispirata alla prima ma con volti comuni del quartiere, composta da Sten and Lex. L’artista italiano Blu, famoso per aver dipinto enormi superfici urbane in tutto il mondo, compone i muri dell’ex Caserma dell’Aeronautica, in Via del Porto Fluviale, come pure la facciata del centro sociale Alexis, sempre sulla via Ostiense 122, con dei coloratissimi elementi di ispirazione aliena o auto incatenate a ricoprire tutto lo spazio. In via delle Conce il brasiliano Herbert Baglione affresca uno spazio con un murale in bianco e nero, conflitto tra l’uomo e la città.

Wall of fame, Jb RockSul cammino si alternano edifici dalle facciate colorate a sottopassaggi che come gallerie a cielo aperto ci fanno entrare in un clima di arte contemporanea, manifesto delle nuove tendenze italiane e internazionali. A fare l’atmosfera industriale ultra attuale del quartiere però, contribuiscono tantissimo anche le attività svolte negli interni. Nelle ex fabbriche, infatti ,si muovono delle realtà creative di vario genere.
Officine fotografiche, spazi laboratori ali artistici, luoghi dedicati alle produzioni musicali, ai videoclip, al cinema, sono solo alcune delle realtà presenti sul territorio.
L’ex Lanificio Sonnino, del 1923, da un po’ di anni ospita un atelier di alta moda, oltre che la Fondazione Romaeuropa. Uno spazio di 2500 metri quadri, ristrutturato ma rimasto fedele al suo passato diventa luogo di scambio, di proiezioni e di conferenze, oltre che casa della famosa Orchestra di Piazza Vittorio, emblema dell’interculturalità capitolina.

L’associazione culturale ed etichetta discografica Soulnest, in via Francesco Negri è la creazione di due cantanti :“ Ci abbiamo messo due anni per ristrutturare questa vecchia pescheria e ne sono passati altri due dall’apertura”, dice Barbara.”Facciamo produzioni musicali, cene sociali, ospitiamo altre realtà per il coworking in ambito creativo e una radio”.Una vera esplosione di idee il luogo pensato dalle due donne, 
“ Abbiamo anche una stanza insonorizzata, realizzata da un architetto “ dice Manuela, l’altra socia mentre sistema assi di legno sul pavimento di una sala in apertura a breve.
“Siamo in accoglienza. Per noi questo luogo è musica e consapevolezza”. Solo un esempio di ciò che si muove in quest’area della città.

Altri esperimenti interessanti avvengono tra le trattorie tipiche romane e i ristoranti etnici che, da queste parti, si incastrano perfettamente con Caffè letterari- biblioteche, come quello di via Ostiense o luoghi dove si coniuga cibo e design studiato nei minimi dettagli, come nel caso del Porto Fluviale. 
Porto Fluviale Ristorante, Bar
Ostiense, sorpresa incessante per i visitatori che si possono aggirare curiosi tra le sue strade per tutto il giorno, anche di notte non delude. Un’intera zona dedicata ai locali serali e notturni si sviluppa in via Libetta. Discoteche e disco club, si alternano uno accanto all’altro nel Libetta village, uno dei cuori della movida romana.
Nel suo stile unico, questo quartiere non smette di incantare i turisti e gli stessi abitanti che vedono il luogo cambiare sotto i propri occhi in un mix di colori, opere d’arte e cantieri.
La speranza di molti artisti, studenti e cittadini, è che tutta l’area dei Magazzini Generali, una superficie di migliaia e migliaia di metri quadri, venga dedicata allo scambio, all’arte e ai laboratori creativi, una vera Città della Cultura, creata seguendo la scia di ciò che nel quartiere è già una realtà tangibile.

Ostiense di Simone Prezzolini

La zona di Ostiense è “l’ape operaia” di Roma. Industriosa, metallica, plumbea arteria produttiva della capitale che per quasi un secolo ha portato “nettare all’alveare”. Fin dalla sua nascita è stata un’area utile e strategica: dagli esordi come luogo rurale, fino 
gasometro ostiensealla sua completa maturazione come sito industriale, dalla fine dell’800 al secondo dopoguerra. Oggi è intrappolata nel limbo di un progetto di riqualifica che stenta a decollare ma che se portato a termine darebbe certamente nuovo lustro al quartiere e alla città intera, nell’arco di qualche decennio. Fossili di stabili dismessi sono disseminati per tutto il quartiere work in progress, andando a definire l’area come importante sito di archeologia industriale. Il gasometro domina questo particolare paesaggio urbano. Lo scheletro di un colosseo argentato che ha illuminato il passato della zona, continua tutt’ora a far brillare le notti dell’Ostiense grazie a delle installazioni di tubi al LED distribuite su tutte la sua struttura anche se “è d’ampezzo che nun l’accendono, ce vonno troppi sordi e nun ce stanno” come spiega un vecchio passante alla domanda sulla sua accensione latente. università Roma3 ostienseQuesto tributo al simbolo del quartiere, ad ogni modo, valorizza la memoria storica del passato tramite uno slancio innovativo rivolto al futuro. È questo l’intento dell’università di Roma Tre, divenuta protagonista del “restauro” territoriale e culturale del quartiere e promotrice del sopracitato progetto, quello di riconsegnare la propria dignità e memoria a luoghi lasciati andare allo sbando per troppo tempo, cercando creativamente di legare lo “ieri al domani”.

Così un edificio come la centrale termo-elettrica Montemartini è stato riconvertito in polo espositivo dei musei capitolini, il teatro India sorge dove una volta c’erano gli stabilimenti della Mira Lanza, mentre gli ex mercati generali sono destinati a diventare, malgrado tutte le polemiche e i problemi annessi, un centro polifunzionale: la città dei giovani.

L’air terminal poco distante dalla stazione ferroviaria (ristrutturata per “onorare” l’approdo in Italia di Hitler), costruito per i mondiali di calcio di Italia 90 e caduto in disgrazia, è stato parzialmente recuperato con l’inaugurazione di Eataly, catena di ristoranti e punto vendita di prodotti enogastronomici italiani. Fiore all’occhiello della cucina made in Italy che suscita commenti positivi e negativi, come “è ‘na meraviglia” o “è ‘no schiaffo all’Africa”. Nel complesso comunque, queste ristrutturazioni più o meno conservative, più o meno appropriate, sembrano aver scacciato dai sopiti dinosauri industriali quel silenzio inquietante e desolato che aleggiava tra le loro mura.

Sopra le loro mura, invece, prende forma una vera e propria mostra a cielo aperto. Talentuosi Street Artists alleggeriscono dal pesante grigiore del cemento pareti e piloni di edifici e sottopassi con murales, poster, stancil e sticker. È d’obbligo 
wall of fame ostienseomaggiarli tutti o quasi con almeno la citazione del nome o nome d’arte: Moneyless, Martina Merlini, Andreco, 2501, Ozmo, Tellas e Gaia, Lucamaleonte e Hitnes, Brus , Agostino Iacurci, Sam3, Borondo e le sue figure antropomorfe, Momo, Herbert Baglione(artista brasiliano con il suo murale in bianco e nero rappresentante il rapporto conflittuale tra l’uomo e la città), il mega stencil di Lex & Sten sulla facciata del “Rising Love”(spazio underground e di avanguardia musicale che organizza mostre di s.a. ed esibizioni dal vivo), JB Rock’s “Wall of fame”, murale di 60m raffigurante personaggi che hanno segnato la vita dell’artista, dipinti in ordine alfabetico da (Dante) Alighieri a Zorro; Kid Acne e il suo murale di 50m in lunghezza e 7m di altezza “Paints over the crack” incorniciato dai gasometri sullo sfondo; lungo la parete sud dei mercati generali alcuni murales in bianco e nero sono tutto quello che rimane del centro sociale anarchico “Pirateria”, sgomberato nel 2011 da decine di blindati dopo 16 anni di occupazione. Blu è lo street artist più vistoso e presente, molte le sue opere, grande il suo talento: clamoroso il mega murale sulla ex-caserma aeronautica occupata, chiamata oggi “Fronte del porto”, ma anche le “Macchine incatenate e un ritratto di Alexis Grigoropulos”, studente 15enne ucciso dalla polizia nel quartiere anarchico di Atene, Exarchia, realizzato sulla facciata del centro sociale che da lui prende il nome e “critica alla politica e alla religione nel mondo contemporaneo” murale gigantesco, realizzato sul muro esterno dell’ex Cinodromo, ora Centro Sociale L.O.A. Acrobax. Molte di queste opere sono state realizzate in occasione del festival di arte urbana nel 2012, facendo finalmente emergere un mondo (quello dei centri sociali) ed una cultura artistica (quella della street art), da molti ritenuti a priori meramente sovversivi e destabilizzanti, ma che in realtà sono carichi di contenuti, idee e forme espressive straordinariamente interessanti che, se compresi, distruggerebbero di colpo l’ingiusto e strumentalizzato stereotipo che si portano dietro.

cimitero acattolicoAlcuni graffiti riportano i ritratti di personaggi come Percy Shelley e Gramsci. Non è un caso. Infatti i due illustrissimi sopracitati sono seppelliti a poca distanza dalle proprie riproduzioni artistiche nel cimitero acattolico di Roma, proprio dietro la monumentale piramide Cestia. “Una mescolanza di lacrime e sorrisi, di pietre e di fiori, di cipressi in lutto e di cielo luminoso, che ci dà l’impressione di volgere uno sguardo alla morte dal lato più felice della tomba”. Questa citazione di Henry James riproduce perfettamente la sensazione che questo particolare cimitero regala a chi lo visita. Un disordinato senso di placida tranquillità ( lontano dal razionalismo cupo dei cimiteri cattolici) che molti gatti e farfalle colorate condividono. Qui riposano nomi illustri come August Von Goethe (figlio del celebre scrittore), Carlo Emilio Gadda e John Keats, bellissimo l’epitaffio del suo sepolcro:

« This grave contains all that was mortal, of a YOUNG ENGLISH POET, who on his death bed, in the bitterness of his heart, at the malicious power of his enemies, desired these words to be engraven on his tombstone: Here lies one whose name was writ in water » « Questa tomba contiene i resti mortali di un GIOVANE POETA INGLESE che, sul letto di morte, nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua” »

Qui è seppellito anche lo scultore americano William Story insieme alla sua sposa, vegliati entrambi da “L’Angelo del Dolore”, scultura capolavoro dello stesso Story eseguita in seguito alla morte della moglie ed espressione toccante di tutta la sua disperazione, da contemplare assolutamente. A questi si vanno ad aggiungere i già citati Shelley e Gramsci, la cui sepoltura è stata mitizzata dai versi di Pasolini ne “Le ceneri di Gramsci”: « Uno straccetto rosso, come quello/ arrotolato al collo ai partigiani/ e, presso l’urna, sul terreno cereo,/ diversamente rossi, due gerani./ Lì tu stai, bandito e con dura eleganza/ non cattolica, elencato tra estranei/ morti: Le ceneri di Gramsci… ».

Ostiense è anche il luogo dove vive il regista Ferzan Ozptetek, oltre ad essere stato il set di molte scene del suo film “Le fate ignoranti”. Altra caratteristica a tutto pro del quartiere è la movimentata vita notturna, che fa di Ostiense by night uno dei posti più vivaci dove passare una serata di movida a Roma. Molti i locali tra pub, discoteche, disco-pub e quant’altro che animano la zona. Provare per credere.

panoramica ex mercati generali ostiense

Ostiense di Tobias Marchetti

Via Libetta. Verso le 5 e 30 del mattino, le discoteche iniziano lentamente a svuotarsi. I frequentatori della movida capitolina stanno per tornare a casa. Facce stravolte, occhi socchiusi, occhi rossi. Sono i segni che si porta addosso chi ha trascorso una serata nel cuore della musica. Qua a Libetta le musiche sono spesso e volentieri composizioni minimal, techno, comunque armonie dai suoni elettronici. Musica che avvolge chi la va cercando. Sono i bassi forti e le forti vibrazioni delicate allo stesso tempo che crogiolano chi l’ascolta.

Via Ostiense ai giorni nostri è famosa soprattutto per questo. Sono le discoteche come Il “Goa” “l’XS” e le “Saponerie” le più ricercate. Il divertimento che il complesso di discoteche, racchiuso fra Via Libetta e Via degli Argonauti offre, attira ogni fine settimana migliaia di persone.

Proprio lì accanto, venendo dalla Basilica di San Paolo e superata l’Università di Roma Tre, c’è il nuovo ponte che collega la Via Ostiense con la Garbatella dove sii trovano gli ex Mercati Generali, una volta il fulcro del quartiere.
C’era un poeta romano Nicola di Gennaro, originario di San Lorenzo che lavorava come facchino ai mercati, e regalava stornelli d’amore alle ragazze che incontrava. Questi aneddoti oggi possono scaldare i cuori di chi quei tempi li ha vissuti, di chi curiosa dentro la città eterna attratto da notizie del genere che rendono ogni posto speciale e particolare.

Il gasometro, dall’altra parte del mercato, contraddistingue maggiormente assieme alla Piramide Cestia, maggiormente questo quartiere di Roma.
Nella cittadella dell’ex fabbrica, Mira Lanza, vicino al vecchio gazometro, sorge il Teatro India che offre vari spettacoli musicali, teatrali ma anche mostre e altre manifestazioni artistiche.

Continuando dritti, con alle spalle la Basilica di San Paolo fuori le mura, poco prima del ponte della ferrovia, sulla sinistra si trova Via del Porto Fluviale. 
All’angolo con Via delle Conce, sorge una vecchia caserma, oggi occupata da movimenti che s’impegnano per il diritto alla casa. Gli occupanti hanno deciso di chiamare il noto street artist Blu. Probabilmente per dare un po’ di colore e un tocco diverso a quest’area sempre più simile ad una metropoli in stile americano. Alcuni degli inconfondibili graffiti che questo talentuoso artista ha eseguito?, si trovano sul muro della caserma. Sono degli alieni, disegnati con colori diversi, utilizzando le finestre per rappresentare gli occhi.

Va rammentato, che questa zona di Roma è l’unica area industriale della città, visti gli innumerevoli capannoni, i warehouses e i sottopassaggi ferroviari, che danno un’identità architettonica a questo quartiere che potremmo definire come una downtown dell’urbe.

Fra gasometri, basiliche, università e discoteche, non dimentichiamoci, stando a Roma, che qui possiamo trovare anche ottimi esercizi di tipo alimentare. 
Molti sono i ristoranti e le attività gastronomiche che qui risiedono.
Curiosare nell’ipermercato Eataly. Propone cibi e bevande tipiche. Si può trovare e gustare proprio di tutto. Dal necessario per fare la spesa ad un un caffè ma anche un ristorante.

L’ottima Pasticceria Andreotti sulla Via Ostiense invece, situata sulla Via Ostiense altezza Porto Fluviale, è famosa per le sue specialità pasticciere. 
Rimanendo sempre in ambito gastronomico, si può visitare la birreria “Mastro Titta”. Offre ottime birre artigianali, molto in voga negli ultimi anni in Italia, e soprattutto a Roma.

Ma forse è il ristorante “Cacio e Cocci”, fra l’altro luogo molto caro al regista Ferzan Ozpetek, uno dei migliori ristori da visitare nel cuore del quartiere, in via del Gazometro 36. Sono consigliabili i “carciofi alla giudia” e gli “spaghetti cacio e pepe”. 
Assaporando ottimi piatti della cucina romana, con lo sguardo puntato verso il gazometro, come non rammentare le bellissime poesie che Nicola di Gennaro ha scritto, ispirandosi proprio a quella Roma a lui tanto cara.
E con una vena un po’ malinconica, leggendo la poesia “le scuse”, mandando giù un ottimo caffè dopo una squisita cena, che questa splendida giornata nel quartiere Ostiense volge al termine.

Er sole co’ la scusa
De riscallà la terra
S’accenne la mattina
Pe’ illuminatte a te.
Le stelle co’ la scusa
De illumina’ la notte
S’accenneno la sera
Pe’ fa’ contorno a te.
Er vento co’ la scusa
D’accarezza’ la rosa
S’arubba er su’ profumo
Pe’ arigalallo a te.
E a te che stai confusa
Tra tutti sti preziosi beni
Quello der core mio
Non t’interessa più.