Il Palazzo della Civiltà Italiana, noto anche come Palazzo della Civiltà del Lavoro o semplicemente Colosseo Quadrato è uno dei simboli dell’ EUR, quartiere di Roma, ed è considerata come l’icona architettonica del Novecento romano e modello esemplare della monumentalità del quartiere.
Macro
La sede principale del MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma con l’apertura definitiva della nuova ala ridefinisce la sua vocazione alla promozione dell’arte contemporanea e si conferma come luogo diffuso delle immagini. Il MACRO presenta al pubblico una visione multipla, curiosa e attuale della vitalità dell’arte contemporanea nazionale e internazionale costruendo un mosaico espressivo di diversi linguaggi. Il nuovo
ingresso del Museo, all’angolo tra via Nizza e via Cagliari, costituisce un nuovo capitolo dell’architettura per l’arte.
Il progetto, firmato da Odile Decq, comprende una superficie espositiva di quasi 4.350 mq, cui si aggiungono le aree dedicate ai servizi e al pubblico: la grande terrazza (2.500 mq), la sala conferenze, il bookshop, il ristorante, il bar, il parcheggio e l’area didattica, raggiungendo un’area complessiva di 19.500 mq. Le forme dinamiche e sinuose della nuova struttura, perfettamente integrate nel contesto preesistente, creano ora un paesaggio
sensuale e luminoso in cui i diversi linguaggi del contemporaneo trovano il loro spazio naturale.
Il circuito MACRO traccia così una nuovo percorso culturale per la città, anche grazie al dialogo tra il nuovo polo di via Nizza/via Cagliari e le sedi espositive di MACRO Testaccio, sempre attive nel promuovere le contaminazioni tra le arti e le realtà culturali. Luoghi centrali nella vita di Roma, calamite capaci di attrarre energie e interessi trasversali di un pubblico giovane, romano e sempre più internazionale.
I parchi di Roma
Ville meravigliose immerse nei parchi, ricche di storia e di fascino: una passeggiata rigenerante tra il verde della natura e il bianco dei marmi splendenti. E’ una complessa unione di arte, architettura e natura quella della “città verde”, che a Roma va a braccetto con la “città di marmo”. Molte ville romane, con la bella stagione, diventano terrazze da vivere all’aperto: luoghi in cui assaporare un’atmosfera bucolica pur essendo nel centro della città. Passeggiare in una villa in una domenica mattina soleggiata è un’esperienza da fare per tornare indietro nel tempo, camminando tra pezzi di storia, mentre si assiste al rito domenicale dei romani con le famiglie e al passaggio dei carabinieri a cavallo …
Ecco il Pincio, appena sopra piazza del Popolo: qui un tempo venivano incendiate per celebrazioni e festeggiamenti le macchine pirotecniche in legno e cartapesta costruite da illustri architetti. Da qui si estende Villa Borghese, 85 ettari di verde appartenuti, fino alla fine del 1800, alla villa privata dei principi Borghese.
Nei dintorni di Villa Borghese potranno essere appagati i gusti più esigenti: gli amanti dell’arte potranno apprezzare le splendide collezioni della Galleria Borghese o fare una passeggiata tra gli esotici animali del Bioparco. Tra i pini romani della Villa, sorge poi la Casa del Cinema che ospita proiezioni, lezioni di montaggio e regia, incontri… e va bene anche per una semplice pausa nei tavoli all’aperto del Cinecaffé. Non mancate, infine, di fare un salto anche al Globe Theatre, il teatro Elisabettiano che riproduce la caratteristica “grande O di legno” dell’originale.
Da non perdere poi una passeggiata a Villa Torlonia, a circa due chilometri da Porta Pia.
Acquistata nel 1797 da Giovanni Torlonia e successivamente trasformata in un complesso
monumentale (il restauro venne affidato all’architetto Valadier), è entrata nella cronaca e
nella storia come la “casa di Mussolini”. All’interno della Villa, potete godervi la Limonaia e
l’architettura liberty della Casina delle Civette.
In prossimità della Casina, la minicittà “Technotown” fa divertire i ragazzi con finte colate
vulcaniche, un tg che spiega come funzionano le notizie e viaggi virtuali nell’antica Roma.
Il parco più ricco di Roma per quanto riguarda l’aspetto faunistico e ambientale è, invece, Villa Ada: cipressi, pini, palme nane ma anche una pista di pattinaggio e percorsi ginnici la rendono una delle ville più amate e frequentate dai romani.
Tornando verso il centro, non mancate di fare due passi nel verde di Villa Celimontana, la struttura rinascimentale all’interno del Parco del Celio. E’ un’oasi tra il Colosseo e le Terme di Caracalla, meta di ogni jazzofilo per le rassegne internazionali di musica che vi si organizzano ogni anno. La Villa è sede della Società Geografica Italiana, dove sono conservate alcune tra le più importanti mappe d’Italia.
Un parco davvero sconfinato, un po’ più lontano dal centro, è Villa Pamphili: la superficie
abbraccia più di un quartiere con i suoi nove chilometri di perimetro. All’interno di questa, dall’alto di una delle terrazze panoramiche, si può ammirare il Casino del Bel Respiro, più noto come Villa Algardi.
In estate o in primavera avete l’occasione di scoprire la cintura verde della città in bicicletta: un divertente tour che potete fare da soli o affidandovi ad associazioni che organizzano gite e percorsi.
Parco archeologico di Ostia antica
Nella tua esperienza nel territorio di Ostia non può mancare la visita al Parco Archeologico di Ostia Antica, uno dei più grandi impianti archeologici della Roma antica.
La colonia fu fondata alla fine del V sec., inizi del IV. a.c. come “castrum” cittadella rettangolare fortificata.
Dapprima con funzione di base della flotta sotto il controllo di un questore romano e, dal II sec., in seguito all’accresciuta importanza per i commerci e l’approvvigionamento alimentare di Roma, cominciò ad espandersi.
Con Augusto e i suoi successori la città fu dotata di un teatro, di un primo foro e di un acquedotto, ma fu la costruzione del porto di Claudio, e soprattutto di quello di Traiano che ne accrebbe ulteriormente l’importanza come centro amministrativo e direzionale dei commerci.
Dopo la metà del III sec. la città iniziò il suo declino, a seguito del progressivo allontanamento della costa e dell’insabbiamento del fiume, non più navigabile.
I primi scavi di Ostia furono intrapresi sotto papa Pio VII agli inizi del XIX secolo, proseguiti con Pio IX e dopo l’Unità con ricerche sistematiche proseguite in vista dell’Esposizione Universale del 1942 che misero in luce l’estensione di 34 ettari, a fronte dei probabili 50 effettivamente edificati in antico.
Oggi gli scavi si estendono a ridosso del centro abitato di Ostia Antica.
Per una descrizione più dettagliata degli scavi sono disponibili le guide cartacee presso la biglietteria.
Poco lontano puoi visitare il bellissimo e suggestivo Borgo, entra dall’antica porta e ti ritroverai immerso in un’atmosfera di altri tempi. Nella piazzetta da un lato la chiesa, di fronte il castello di Giulio II e il borgo antico, in tutto il suo splendore, edificato nel IX secolo per opera di Gregorio IV, per dare un riparo ai lavoratori occupati nelle saline.
Fu proprio questo pontefice che inizio la fortificazione dell’insediamento. L’impianto del castello lo dobbiamo a Giulio dalla Rovere, che lo fece realizzare quando era ancora cardinale; i lavori furono eseguiti dal fiorentino Baccio Pontelli, puoi leggere un’iscrizione sopra il portale.
Sarà l’andamento del Tevere, a condizionare la realizzazione del Borgo e la pianta di forma triangolare della Rocca.
La costruzione assume diverse funzione, controllo delle piene, valenza strategico militare e residenziale. È proprio quest’ultima funzione che condizionò le altre insieme con il cambiamento del territorio che nel tempo porteranno all’abbandono del castello con scopi doganali a favore di Tor Boacciana.
Infatti, dopo una piena spaventosa del 1557 il corso del Tevere fu deviato e il fossato rimase asciutto. L’interno si presentava con uno scalone monumentale costituito da tre rampe, volte e pareti decorate eseguiti da artisti della scuola di Baldassarre Peruzzi.
Successivamente i pontefici intervennero per opere di ordinaria manutenzione, bisognerà aspettare Pio VI che nel 1736 restaurò la rocca inserendo i lavori in un piano più ampio che era legato al piano di bonifica per lo sfruttamento delle saline.
Per maggiori informazioni: www.ostiantica.it
Roma religiosa – dal Pantheon alle basiliche
ROMA PAGANA
Una moltitudine di dèi affolla l’universo devozionale della storia di Roma.
Il punto di partenza obbligato dell’itinerario, dedicato a tutti gli dèi è il Pantheon, ancora
oggi luogo di devozione, essendo diventato Chiesa di Santa Maria ad Martyres e sacrario
dei Re d’Italia.
Non molto distante, il Foro romano compendia alcuni dei più interessanti templi della
città: come il Tempio di Saturno, il Tempio dei Dioscuri, e quello di Vesta.
Dopo un tuffo nelle religioni del passato l’itinerario mette in luce alcune delle centinaia di
chiesa di cui Roma è disseminata.
ROMA CRISTIANA
Posta vicina all’estremità orientale delle Mura Serviane, San Giovanni in Laterano è la
cattedrale di Roma e viene perciò definita “Madre di tutte le chiese del mondo”.
Poco distante, lungo via di San Giovanni in Laterano, si raggiunge la Basilica di San
Clemente, il cui esterno tardobarocco nasconde tesori artistici risalenti soprattutto
all’epoca medievale: spiccano il ciborio e il pavimento cosmateschi, la stupenda schola
cantorum e il mosaico di scuola romana raffigurante il Trionfo della Croce; Masolino da
Panicale lasciò traccia del suo genio negli affreschi che decorano la Cappella di Santa
Caterina. È interessante la visita alla basilica inferiore e ai suoi affreschi, uno dei quali (la
leggenda di Sisinnio) presenta una delle prime testimonianze di volgare italiano.
Oltrepassato il Colosseo ci si dirige verso Piazza Esquilino, prima della quale si scorge
il portico della Basilica di San Pietro in Vincoli; nel fianco destro si trova il Mosè di
Michelangelo, scultura di misurata vigoria destinata inizialmente al mai completato
Mausoleo di Giulio II.
Pochi passi e si giunge al cospetto di Santa Maria Maggiore, la basilica patriarcale
meglio conservata. Nonostante i pur eccellenti interventi settecenteschi sull’esterno, è
viceversa l’interno a offrire i maggiori spunti artistici, di cui i mosaici rimangono l’immagine
più riconoscibile: i 36 riquadri della navata mediana e gli episodi della Venuta e Infanzia
di Gesù dell’arco trionfale risalgono a Sisto III, mentre il mosaico dell’abside è opera
duecentesca di Jacopo Turriti e celebra l’Incoronazione di Maria tra il cardinale Giacomo
Colonna e Niccolò IV tra due schiere di angeli e santi. Oltre al ricco apparato musivo si
possono ammirare affreschi (Profeti), la Cappella Sistina, arricchita di marmi antichi e la
sfarzosa Cappella Paolina.
Oltrepassando il Tevere si visita la Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, situata nel cuore di uno dei quartieri più suggestivi di Roma. Di particolare interesse le opere
dell’area presbiteriale, con il celebre ciborio, il mosaico altomedievale del catino absidale
e la statua in marmo di Santa Cecilia, raffigurante il corpo della martire come fu rinvenuto
nella ricognizione del 1599. La vera perla artistica della basilica si trova nel coro delle
monache: si tratta del Giudizio universale affrescato da Pietro Cavallini, eccezionale
documento della pittura pregiottesca in città.
SAN PIETRO
Seguendo il Lungotevere in direzione nord si arriva a Piazza San Pietro, capolavoro del
Bernini e anticamera del più importante complesso architettonico cattolico del mondo.
Il minuscolo stato della Città del Vaticano accoglie ogni anno milioni di turisti e pellegrini,
attratti dalle splendide opere d’arte come dal profondo significato simbolico di un luogo
senza eguali.
LE CHIESE “MINORI”
Non solo le basiliche arricchiscono il patrimonio cristiano di Roma: sono molte, infatti, le
meraviglie ospitate da chiese che possono definirsi “minori”, solo per dimensioni.
L’elegante cornice di Piazza del Popolo incorona la Chiesa di Santa Maria del Popolo,
sede di due splendide tele del Caravaggio: la Conversione di San Paolo e la Crocifissione
di San Pietro hanno reinventato il dipinto sacro con il loro innovativo uso della luce e il
carattere antieroico dei personaggi.
A poche centinaia di metri di distanza Trinità dei Monti, con i suoi campanili gemelli,
crea una scenografia di rara bellezza all’omonima scalinata e alla sottostante Piazza
di Spagna. Proseguendo in direzione del Quirinale si incontra la Chiesa di San Carlo
alle Quattro Fontane (o San Carlino), dove Borromini lasciò geniali testimonianze nella movimentata facciata e nella cupola ellittica.
Altri due preziosi documenti dell’estro borro miniano si trovano in pieno centro: mentre
Sant’Ivo alla Sapienza sbalordisce con le simbologie della cupola a pianta mistilinea,
Sant’Agnese in Agone regala a Piazza Navona uno scorcio d’incomparabile eleganza.
La vicina Chiesa di Sant’Ignazio è meta molto amata dai turisti che rimangono estasiati di fronte al trompe l’oeil della Gloria di Sant’Ignazio, grandioso dipinto prospettico di Andrea Pozzo che dà l’illusione di osservare un secondo edificio, sopraelevato rispetto al piano in cui ci si trova.
La Chiesa Nuova e la Chiesa del Gesù, entrambe poste lungo corso Vittorio Emanuele
II, offrono infine due perfetti esempi di architettura controriformistica, anche se la prima
lascia intravedere in alcune “licenze” (come il passaggio che collega le cappelle laterali) il
passaggio al barocco.
LA SINAGOGA E LA MOSCHEA
L’itinerario spirituale all’interno della città fondata da Romolo non può escludere le altre
due grandi religioni monoteiste, rappresentate degnamente da monumenti di grande rilievo
architettonico e sociale: la Sinagoga di Roma e la Moschea.
La Sinagoga
La Sinagoga, uno dei più grandi templi d’Europa, fu costruita tra il 1901 e il 1904 nell’area del ghetto ebraico di Roma.
Il Tempio, che doveva essere visibile da ogni punto panoramico della città, fu eretto tra i due maggiori simboli della ritrovata libertà romana: il Campidoglio, sede del Comune, e il Gianicolo, emblema delle battaglie risorgimentali.
Oggi la Sinagoga è visitabile dalla domenica al giovedì ad eccezione del sabato, giorno interamente dedicato al culto.
Una volta visitato l’edificio, vale sicuramente la pena fare una passeggiata nel Ghetto e, perché no, dedicarsi una pausa in uno dei tanti ristoranti kosher che la zona offre.
MAXXI
Nel quartiere Flaminio all’interno dell’area della caserma Montello l’architetto anglo-iracheno Zaha Hadid, scelta tra 273 candidati provenienti da tutto il mondo, ha progettato il MAXXI, il Museo Nazionale per le Arti del XXI secolo. Un complesso a sviluppo orizzontale concepito come “un delta con vari fiumi”: otto volumi longitudinali, intrecciati e piegati tra di loro che solcano un’area di 30 mila metri quadrati.
Gli spazi interni sono dedicati alla creatività contemporanea pensati come raccoglitori per la cultura, per la sperimentazione, per lo studio e per la ricerca.
Piazza San Lorenzo in Lucina
Non tutti sanno che molte delle primissime chiese cristiane erano “chiese domestiche”, ovvero case private che credenti facoltosi mettevano a disposizione dei fedeli per poter celebrare i riti religiosi al riparo dalle persecuzioni.
La chiesa di San Lorenzo in Lucina (IV – V sec. d.C.) è una di queste: la dedica a San Lorenzo avvenne soltanto nel XII secolo, quando vi furono depositate alcune reliquie attribuite al martire (morto nel 258 a Roma).
Ma chi era Lucina? Secondo la tradizione era una ricca matrona romana, proprietaria della vecchia chiesa domestica, ma essendo Lucina anche un appellativo di Giunone, madre degli dèi, è possibile che la chiesa sia stata un tempo un santuario a lei dedicato.
La piazza, felicemente situata nell’area del Tridente, oltre che per la chiesa di San Lorenzo in Lucina, è luogo ideale anche per una passeggiata e magari una sosta presso uno dei suoi storici bar
Piazza di Spagna
L’eleganza è senza dubbio la caratteristica principale della piazza: la cornice offerta dai palazzi color ocra, la fontana del Bernini e la scalinata su cui si erige la chiesa Trinità dei Monti contribuiscono a creare un’atmosfera raffinata e settecentesca. Non è infatti un caso che griffe dell’alta moda del calibro di Gucci, Bulgari e Valentino abbiamo scelto di posizionare proprio nei pressi della piazza i loro flagship stores. Antica casa di poeti illustri quali John Keats e Percy Bysshe Shelley, la piazza rappresenta oggi un patrimonio culturale di inestimabile valore. Posizionata ai piedi della collina del Pincio, Piazza di Spagna ha da sempre rappresentato il centro della vita culturale e turistica della città di Roma.
Piazza del Popolo
“Il Babuino”, via Ripetta e via del Corso, le tre arterie principali del centro storico di Roma si incontrano lì, a Piazza del Popolo. Rappresentazione del mecenatismo papale rinascimentale, antica sede di giochi, fiere, spettacoli popolari ed esecuzioni capitali, la piazza è sicuramente una delle più famose al mondo. “Felici faustoque ingressui MDCLV” (“Per un ingresso felice e fausto“): è questo il messaggio inciso dal Bernini sulla Porta del Popolo (l’antica Porta Flaminia) in occasione dell’arrivo a Roma di Cristina di Svezia, e che oggi accoglie i milioni di visitatori che ogni anno si recano ad ammirare le meraviglie storico-culturali offerte dalla piazza.
Le due chiese gemelle Santa Maria di Montesanto e Santa Maria dei Miracoli, l’Obelisco Flaminio (il più antico e il secondo più alto di Roma), e le due fontane del Valadier contribuiscono a creare l’atmosfera affascinante della Piazza.
Ed, ancora, la chiesa di Santa Maria del Popolo, costruita sul luogo di sepoltura dell’imperatore Nerone, e sulla sua anima dannata, e i locali commerciali adiacenti, divenuti ormai parte integrante della piazza e anticamente frequentati da personaggi cari alla storia di Roma come Trilussa, Guttuso e Pasolini fanno di Piazza del Popolo l’emblema culturale della “romanità”.

