Giovedì 28 gennaio 2016

Leoni 1

La Fontana dei Leoni è stata restituita oggi alla pubblica fruizione. Sono, infatti, terminati i lavori di restauro dell’opera ottocentesca disegnata dall’architetto Giuseppe Valadier.

L’intervento appena concluso è l’ultimo del progetto della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di “concessione di spazi pubblicitari sulle Fontane monumentali di Roma” che, attraverso due bandi, ha consentito il restauro, tra il 2013 e il 2014, delle fontane del Tritone a piazza Barberini, dell’Acqua Paola in piazza Trilussa e della Barcaccia in piazza di Spagna.

Ad aggiudicarsi il bando che prevedeva il restauro della Fontana del Tritone e la Fontana dei Leoni è stata la Building Communication srl – One srl, mentre i lavori sono stati eseguiti dalla ditta ARA S.n.c., specializzata nel restauro delle superfici lapidee.
Coordinato dall’Ufficio di Vigilanza costituito da tecnici della Sovraintendenza Capitolina, il restauro, del valore di 300.985 euro, si è concluso, nei tempi previsti,  a costo zero per l’Amministrazione.

Il restauro
A circa vent’anni dal precedente restauro, le condizioni della fontana non erano buone. Il degrado delle quattro vasche era dovuto soprattutto alla costante esposizione agli agenti atmosferici e inquinanti e, non ultimo,  alla facile accessibilità del complesso monumentale. L’uso improprio dei leoni da parte dei turisti, che spesso si siedono sul loro dorso, produce, a causa del continuo sfregamento delle superfici, l’anomala levigatura e la consunzione del modellato, determinando inoltre patine di sudiciume e di grasso, di colorazione talvolta giallo-arancio. A questo uso scorretto sono anche da ricondurre i continui atti di vandalismo, responsabili di innumerevoli incisioni e scalfitture, danni permanenti che non è più possibile sanare e che alterano l’estetica dell’opera. Particolarmente degradato risultava il marmo delle zampe anteriori dei leoni che, dopo la rimozione del calcare, ha rivelato fenomeni avanzati di disgregazione e la presenza di formazioni biologiche, aderenti alle superfici lapidee.
Cenni storici
La Fontana dei Leoni, progettata nel 1822 è stata realizzata  nel 1828 su disegno di Giuseppe Valadier, nell’ambito del progetto di radicale trasformazione di piazza del Popolo iniziato negli anni del dominio francese (1809-1814) e portato a compimento dai papi nel corso del  decennio successivo. Con questi lavori la piazza assunse la forma attuale di una grande ellisse delimitata da due emicicli ornati da sculture e dalle grandi fontane della Dea Roma e del Nettuno.
La fontana si sviluppa attorno all’obelisco sistino: ai quattro angoli del suo basamento a gradini, Valadier ha collocato quattro vasche circolari di travertino sopra le quali, su tronchi di piramide a gradoni, sono posti altrettanti leoni di marmo bianco in stile egizio dalle cui bocche sgorgano ventagli d’acqua. Nel progetto iconografico della decorazione della piazza sia i leoni, che le sfingi poste sugli emicicli, rimandano all’origine egizia dell’obelisco. Al tempo stesso il leone è anche un riferimento al nome del papa Leone XII Genga (1823-1829), sotto il cui pontificato fu realizzata la nuova sistemazione della piazza.