Roma, 4 febbraio 2019

garbatella_630x473Il 18 febbraio 2019 si celebrerà il 99° compleanno della Garbatella, una festa che durerà per quasi tutto il mese ricca eventi culturali e musicali, visite guidate e attività per bambini.

Lo storico quartiere romano venne fondato il 18 febbraio 1920, giorno in cui venne posata la prima pietra di questa architettura a misura d’uomo, nata dalla mente di Robert Owen, brillante imprenditore britannico.

In seguito all’aumento della popolazione nei centri urbani, la qualità della vita, specie per le classi operaie, era drammatica. Per ovviare al degrado, si pensò a nuclei abitativi immersi nel verde, autosufficienti, non lontani  dalla città, ma con i vantaggi di un ambiente salubre e meno congestionato: nasce la Città Giardino.

Il piano urbanistico del 1920 dell’architetto Gustavo Giovannoni, rifacendosi agli esperimenti britannici, prevedeva tracciati stradali curvilinei, villini bifamiliare o plurifamiliari con giardino, oltre ai fabbricati detti “intensivi”, edifici caratterizzati da forte densità abitativa, come chiese, scuole, uffici postali e negozi.

Il primo nucleo della Garbatella, edificato attorno a piazza Benedetto Brin, che sarebbe dovuto diventare il borgo operaio della vicina zona industriale dell’ Ostiense, accolse, invece, gli abitanti delle zone intorno a San Pietro, quando fu costruita via della Conciliazione. Le case dotate di cortili interni e di piccoli appezzamenti di terreno, gli spunti pittoreschi, vernacolari e medievaleggianti, oltre alla contemporanea Street Art, concorrono oggi a creare un ambiente sospeso nel tempo, talvolta una città del silenzio.

La Garbatella è stata la musa di personaggi del cinema Neorealista e non solo, Pasolini e Daniel Pennac; vi sono nati o cresciuti: Alberto Sordi, Maurizio Arena, Enrico Montessano e Valerio Mastandrea.

Una passeggiata senza una meta precisa, tra le suggestive viuzze, alla scoperta di un’architettura fantastica che la città non ha più realizzato, è il modo migliore per scoprire un mondo davvero a parte.

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