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Sulle tracce del dio Mitra

Mitreo di San Clemente

Nell'antica Roma, il culto zoroastriano di Mitra, dio della luce, ebbe notevole diffusione nel periodo imperiale, arrivando a rivaleggiare con il Cristianesimo, con cui presenta diverse analogie. Mitra nasce da una vergine il 25 dicembre in una grotta; muore a 33 anni; i seguaci, in suo ricordo, celebrano un pasto alla medesima mensa.

Un itinerario romano dei luoghi mitraici comprende la Basilica di San Clemente, il Mitreo Barberini, il Mitreo di Santa Prisca, quello dell'Ara Massima di Ercole, conosciuto col nome di Mitreo del Circo Massimo, e i 16 Mitrei di Ostia Antica, situati nell'area archeologica.

Uno degli ambienti del livello inferiore della Basilica di San Clemente era dedicato al culto mitraico. Ai lati della sala sono disposti i sedili per i seguaci. Al centro, l’altare con la rappresentazione della Tauroctonia: il dio Mitra sacrifica il toro cosmico per portare vita e fecondità nell'universo.

Il Mitreo Barberini, alle spalle dell’omonimo palazzo, è tra i meglio conservati della città. La parte di maggiore interesse è la pittura sulla parete di fondo. In aggiunta al consueto sacrificio, sono rappresentati i segni zodiacali, un dio dalla testa di leone avvolto dalle spire di un serpente a significare lo scorrere del tempo, il sole e la luna. Ai lati della scena centrale, dieci quadretti di varie dimensioni raffigurano il mito del dio Mitra.

L’accesso al Mitreo di Santa Prisca si trova sul lato destro della chiesa. L’aula decorata presenta un dato particolarmente originale: la nudità del dio Mitra e un Saturno sdraiato modellato da frammenti di anfore ricoperti di stucco. Gli affreschi sulle pareti raffigurano a destra i sette gradi di iniziazione al culto e a sinistra la processione in onore di Mitra e del Sole.

Il Mitreo del Circo Massimo fu scoperto nel 1931 durante i lavori eseguiti per realizzare un deposito di scene e costumi del Teatro dell'Opera. Era situato a breve distanza dal lato corto del Circo Massimo, in prossimità delle gabbie di partenza per i carri (carceres). Il Mitreo del Circo Massimo, risalente al III secolo d.C., era composto da una serie di ambienti comunicanti voltati a botte. La prima stanza, una sorta di sagrestia (apparitorium), dà accesso a un locale i cui muri laterali presentano due nicchie ornate da edicole nelle quali erano presumibilmente collocate delle piccole statue. Il terzo ambiente presenta l'elemento caratteristico del mitreo, il podio in muratura, dove prendevano posto i partecipanti al banchetto sacro. Un secondo podio si trova anche nell'ultima stanza, preceduta da una grande apertura ad arco. Al centro del pavimento si trova un grande tondo di alabastro, inserito in uno schema geometrico molto semplice e realizzato con marmi policromi.
Alla destra dell’arco trova posto un rilievo di Mitra Tauroctono.

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