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Itinerari Guidati

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Itinerari Guidati
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CITY SIGHTSEEING ROMA

La City Sightseeing Roma ti farà attraversare la Città Eterna in un viaggio nella storia. A bordo dei bus scoperti a due piani, nel tipico colore rosso del prestigioso marchio mondiale City Sightseeing © , potrai visitare, comodamente seduto, le chiese, i monumenti, i palazzi, le piazze e le vie della Roma Imperiale, della Roma Cristiana, della Roma Barocca e della Roma Contemporanea.
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CARRANI TOURS

Tours alla scoperta delle principali attrazioni di Roma.
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GREEN LINE TOURS

Salite sul double decker bus dal quale scoprire la bellezza di Roma a 360 gradi. Passerete momenti di svago e di cultura nei punti di maggior interesse artistico e storico nella città eterna.
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ROMACRISTIANA - O.R.P.

Un giro panoramico no-stop a bordo dell'Open Bus Roma Cristiana.
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ROME OPEN TOUR

Una splendida visione panoramica della città dall’alto dei Bus turistici a due piani. Il servizio offre la possibilità di visitare Roma stando comodamente seduto a bordo dei bus o di usufruire  del servizio “Sali e scendi” che permette di  raggiungere rapidamente tutte le meraviglie della città Eterna . Un commento multilingua accompagna il turista durante la visita. Offre inoltre l’esclusiva possibilità di acquistare un biglietto combinato sali e scendi  “Bus & Boat” da poter utilizzare a bordo dei Bus Rome Open Tour e dei Battelli di Roma. Possibilità di  acquisto online , a bordo bus o presso le rivendite autorizzate.
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La cupola di San Pietro... e la prospettiva magica

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La cupola di San Pietro... e la prospettiva magica
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La vista della cupola di San Pietro da via Niccolò Piccolomini è un'esperienza da non perdere.

Da qui, infatti, potete ammirare la cupola… come non l’avete mai vista. Percorrete la via, osservando la cupola, ed ecco che più vi avvicinate, più il Cupolone si allontana. Se indietreggiate, la cupola vi sembra più grande e più vicina. Un gioco di prospettive che rende affascinante la visuale e suggestivo l’effetto visivo. Soprattutto se il punto in questione è la Cupola di San Pietro.

Si tratta di un curioso effetto ottico, dovuto alla disposizione degli edifici e al punto di osservazione. E’ per questo che via Piccolomini è un luogo unico. L’ideale per concludere in bellezza una serata in centro, o per dare un tocco speciale ad una serata romantica.

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La cupola di San Pietro
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San Giovanni e la Notte delle Streghe

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San Giovanni e la Notte delle Streghe
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Leggende e tradizioni nella notte tra il 23 e il 24 giugno

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Una delle feste religiose e profane più sentite nella Roma di una volta era quella di San Giovanni, patrono della città, festeggiato il 24 giugno. La festa cominciava la notte della vigilia, la cosiddetta “notte delle streghe”, durante la quale si credeva che le streghe venissero chiamate a raccolta sui prati del Laterano dai fantasmi di Erodiade e di sua figlia Salomè, dannate per aver causato la decapitazione del santo, e andassero in giro per la città a catturare le anime prima di proseguire per Benevento, città delle streghe per eccellenza. Era quindi essenziale ricorrere a rituali magici e forme di esorcismo. 

Dopo aver benedetto i letti e la porta di casa, la gente partiva da tutti i rioni di Roma al lume di torce e candele: arrivati sulla piazza, si accendevano falò per scacciare le forze occulte, si pregava e si mangiavano le lumache nelle osterie e nelle baracche allestite sulla piazza. Alcune famiglie se le portavano addirittura da casa, in un “callaro”, ovvero un enorme pentolone, pieno di lumache al sugo. Mangiare le lumache, le cui corna rappresentavano discordie e preoccupazioni, significava infatti distruggere le avversità. 

In questa magica notte entrano in gioco anche la rugiada, cui si attribuivano poteri curativi e che veniva raccolta sui prati, e l’aglio, per il famoso il proverbio “Chi non compra aglio a San Giovanni, è povero tutto l’anno”. Durante la notte venivano inoltre aperti al pubblico i bagni del Tevere e gli abitanti della città potevano bagnarsi nella fontana di San Giovanni: si credeva infatti che durante il giorno della sua festività il santo avrebbe regalato maggiori miracoli rispetto al resto dell'anno. 

La partecipazione popolare era massiccia, si mangiava e si beveva in abbondanza e soprattutto si faceva rumore con trombe, trombette, campanacci, tamburelli e petardi di ogni tipo per impaurire le streghe, affinché non potessero cogliere le erbe utilizzate per i loro incantesimi. La festa si concludeva al sorgere del sole: lo sparo del Cannone di Castel Sant’Angelo annunciava l’inizio della messa celebrata dal Papa a San Giovanni, dopo la quale dalla loggia della basilica venivano gettate monete d’oro e d’argento, scatenando così la folla presente. 

Oggi, purtroppo, la tradizionale festa di San Giovanni ha perso quasi del tutto la sua antica importanza, ma rivive da alcuni anni a questa parte in alcune manifestazioni organizzate per l’occasione.

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San Giovanni
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Le ottobrate romane

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Le ottobrate romane
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Le ottobrate romane erano gite domenicali, talvolta si festeggiava anche giovedì, che si svolgevano a Roma in ottobre, il mese della  vendemmia. Una consuetudine che alcuni fanno discendere dai Baccanali dell’antica Roma:  feste legate al ciclo delle stagioni.

Meta abituale delle scampagnate era il monte Testaccio; ma la presenza di orti e vigne intorno alle porte della città favorì  la diffusione verso ponte Milvio, le vigne tra Monteverde e porta San Pancrazio, porta San Giovanni e porta Pia.

Si partiva di buon’ora, assestati su dei  carretti addobbati a festa e trainati da cavalli bardati. Grande cura si riservava all’abbigliamento: le stampe dell’epoca ci mostrano donne ornate di piume e fiori e uomini eleganti, per fare colpo sulle belle ragazze.

Al suono  dei tamburelli, delle chitarre e delle nacchere si ballava il saltarello. Si giocava alle bocce, a ruzzola, all’altalena e agli alberi della cuccagna. Naturalmente il vino scorreva a volontà, e non mancavano mai gnocchi, trippa e abbacchio.

La tradizione delle Ottobrate rimase viva fino ai primi decenni del 900, sopravvivendo alla Roma papalina; ma ancora oggi, quando ottobre riserva giornate luminose, è consueto dire “ che splendida  ottobrata”.

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Isola Tiberina
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