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Gian Lorenzo Bernini

Medusa - Bernini

Il precoce talento, le virtù relazionali e una fervida partecipazione religiosa sono solo alcune delle caratteristiche di uno degli artisti più influenti della storia dell’arte: Gian Lorenzo Bernini.

Nato a Napoli nel 1598 raggiunse Roma ancora bambino per seguire il padre, Pietro, impegnato nella Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore.

Per alcuni versi si potrebbe dire che Roma cambi radicalmente la vita di ogni artista una volta giunto in città, ma nel caso di Gian Lorenzo Bernini potremmo invece affermare il contrario!  L’attività dell’artista barocco ha rivoluzionato il volto della città di Roma; quasi in ogni quartiere, chiesa o angolo della città si può facilmente trovare un capolavoro di Bernini e della sua bottega.

Ecco dunque che la città di Roma è il luogo ideale per scoprire un artista eccezionale, un maestro a tutto tondo, abile quanto Michelangelo in tutte e tre le arti, nonché nel campo urbanistico e scenografico.

Un itinerario sulle tracce di Gian Lorenzo Bernini è l’occasione per poter ammirare la città eterna da nuovi punti di vista e di conoscere l’artista come uomo universale.

Il percorso sulle orme di Bernini propone di visitare diversi luoghi, come la Chiesa di Santa Bibiana (1624), la quale custodisce la prima opera scultorea berniniana di soggetto religioso raffigurante la santa, e la bellissima Chiesa di Santa Maria della Vittoria, luogo dalle modeste dimensioni ma ricco di arte e bellezza in cui sarà possibile ammirare una delle opere più amate: l’Estasi di Santa Teresa d’Avila (1647-52), che come racconta Filippo Baldinucci “il Bernino medesimo era solito dire […] essere stata la più bell’opera che uscisse dalla sua mano”. In essa il gusto barocco, la teatralità, il colorismo, la luce e il misticismo si uniscono con sublime maestria.

Non molto lontano da qui, proseguendo su via XX Settembre e arrivando sul Colle Quirinale si può visitare la Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale (1658-70), considerata una delle più belle chiese berniniane. Non dimenticare di entrare nella meravigliosa sagrestia, anch’essa progettata da Bernini e affrescata dall’artista Jean La Brode.

Altri esempi della sua straordinaria abilità artistica e tecnica sono conservati in uno dei più bei musei della città, Galleria Nazionale di Palazzo Barberini. Qui in diverse sale del palazzo sono custodite numerose sue opere e il monumentale scalone a tromba quadrata, anch’esso frutto del suo genio.
Una tappa al museo sarà una perfetta occasione per comprendere il sottile confronto tra Bernini e il suo rivale, Francesco Borromini. Poco distante in una delle più famose piazze romane, Piazza Barberini, si erge maestosa la Fontana del Tritone (1642-43), esempio magistrale della sua immensa creatività e abilità scultorea.

Ma chi vuole conoscere Bernini scultore non può mancare alla tappa successiva: Galleria Borghese! In uno dei musei più amati al mondo sono custodite alcune sue eccellenti opere, si pensi alla sua primissima opera, la Capra Amaltea (1615), ai celebri gruppi scultorei come l’Apollo e Dafne (1622-25), il vorticoso gruppo rappresentante il Ratto di Proserpina (1622) e molto altro.

Proseguendo l’itinerario si raggiunge Piazza del Popolo, per poter ammirare il rifacimento barocco per sua mano dell’antichissima Chiesa di Santa Maria del Popolo.

A pochi passi da Piazza di Spagna e dalla famosissima Barcaccia (1629), sarà possibile vedere in via della Mercede il palazzo che una volta è stata la residenza del noto genio barocco. Ma le meraviglie del nostro itinerario non finiscono qui.

Dietro il famosissimo Pantheon, pochi sanno che in una piccola piazzetta, è possibile ammirare l’Elefantino (1667) di Bernini, chiamato dai romani il Pulcino della Minerva per le sue forme ridotte. C’è un bizzarro aneddoto legato a questo obelisco; una storia racconta che la scelta progettuale di Bernini ha suscitato non poche polemiche all’epoca dell’esecuzione da parte dei frati domenicani. Si narra che l’artista decise allora di beffeggiare i frati posizionando verso l’ingresso del convento il lato posteriore dell’animale e spostando la sua coda sul lato per meglio sottolineare il gesto burlesco!

Non può mancare un salto nella suggestiva Piazza Navona, dove al centro di esse si erge la più bella fontana berniniana, Fontana dei quattro fiumi (1648-51). Nel mezzo di un vasto bacino rotondo si alza una scogliera scavata da grotte, da cui escono per abbeverarsi nella vasca un leone e animali fantastici.
Sulla scogliera siedono le personificazioni dei fiumi Nilo, Gange, Danubio e Rio della Plata, simboli delle quattro parti del mondo allora conosciute.

Ci spostiamo ora verso Città del Vaticano passando su Ponte Sant'Angelo, dove su alti piedistalli si elevano i famosi angeli ad opera degli allievi di Gian Lorenzo; i primi due angeli ad essere eseguiti sono conservati nella Chiesa di Sant'Andrea delle Fratte.
Raggiunta Piazza San Pietro sarà impossibile non stupirsi davanti alla sua magnificenza. Essa si presenta come un immenso spazio ovale circondato dal famoso Colonnato (1656-67), con ben 284 colonne disposte su 4 file, che secondo l’idea di Bernini intendeva come le braccia materne della Chiesa “che accolgono i cattolici per rinforzare la loro fede, gli eretici per riunirli con la Chiesa e gli agnostici per illuminarli nella vera fede”. Ma assolutamente da non perdere è il gioco prospettico. Posizionandosi su uno dei due dischi di ferro sul piazzale si vedranno sovrapporsi le quattro file di colonne dell’emiciclo corrispondente, dando l’impressione che il colonnato sia costituito da un’unica fila.

Immancabile una visita all’interno della Basilica di San Pietro, dove oltre ai capolavori funebri papali ad opera di Bernini e dalla sua bottega, si può ammirare il colossale Baldacchino (1634) e la scenografica Cattedra di San Pietro (1666), in cui le tre arti si fondono regalando spettacolari effetti luministici, soprattutto quando il sole scende dietro l'abside.

L’itinerario si conclude nella Basilica di San Sebastiano fuori le mura alla scoperta del “Beniamino” di Bernini, il Salvator Mundi (1679), considerata l’ultima opera del genio barocco.

Gian Lorenzo Bernini muore il 28 novembre 1680 a Roma, ma il fasto, l’esagerazione e la teatralità che hanno contrassegnato le sue opere, non le ritroviamo nella sua umile sepoltura, posta sul gradino destro dell’altare della Basilica di Santa Maria Maggiore. A ricordare lui e la sua famiglia vi è solo un’iscrizione scolpita: “La nobile famiglia Bernini qui aspetta la Resurrezione”.

Con la collaborazione dei volontari del Progetto di Servizio Civile Nazionale 2020 “Roma Ti Accoglie”.

Chiesa di Santa Bibiana

In occasione del Giubileo del 1625 Bernini è chiamato al restauro della facciata della chiesa, considerata la sua prima opera in campo architettonico, subito dopo il ritrovamento miracoloso delle spoglie della Santa. Ma un altro fattore lega l’artista a questo luogo sacro, ovvero che al suo interno è custodita la sua prima scultura di soggetto religioso, la statua di S. Bibiana (1624-26).

Lo sapevate che? La chiesa fu restaurata in seguito al miracoloso ritrovamento del corpo della Santa nel 1624.

Chiesa di Santa Maria della Vittoria - Estasi di Santa Teresa D'Avila

La chiesa di S. Maria della Vittoria è un vero e proprio scrigno di opere scultoree e pittoriche di grandi artisti, come le pale d’altare del Domenichino e del Guercino. Tuttavia, la vera perla è la cappella realizzata per il cardinale Federico Cornaro, dove trova spazio l’ Estasi di S. Teresa d’Avila, opera eccellente del Bernini. Lo scultore dà vita e rappresenta con sublime maestria l’episodio dell’estasi divina della santa, che ella stessa descrive nella sua autobiografia come “un idillio così soave quella che si svolge tra l’anima e Dio”.

Lo sapevate che? Inizialmente la chiesa era dedicata a San Paolo ma, dopo la vittoria delle truppe cattoliche su quelle protestanti nella battaglia della Montagna Bianca, durante la guerra dei Trent’anni, venne rinominata in onore della Vergine.

Chiesa di Sant'Andrea al Quirinale

Ė solo negli anni '60 del Seicento che Bernini riesce a mostrare il suo talento in fatto di progettazione di chiese, tra le quali la più importante è sicuramente la chiesa di Sant'Andrea al Quirinale (1658-70). Per quest’opera la scelta progettuale dell’architetto si orienta su un ambiente a base ellittica sormontato da una cupola cassettonata; ma la particolarità della soluzione sta nel presentare questo luogo come manifestazione dell’evento miracoloso, l’ascesa al cielo di Sant'Andrea, il quale, dopo il martirio raffigurato nella pala d’altare, prende forma nel frontone concavo dell’altare. Adiacente alla chiesa è di notevole bellezza anche la sagrestia, progettata dallo stesso Bernini e affrescata da Jean La Brode.

Galleria Nazionale di Palazzo Barberini

Nasce nel 1625 come residenza della famiglia papale e viene concepito come vera e propria villa urbana, frutto della collaborazione di tre sapienti architetti, Maderno, Bernini e Borromini. Alla morte del Maderno è Bernini a portare a termine i lavori e a realizzare una parte degli ambienti interni, tra cui  la loggia con sottostante portico e la grande scala a pozzo quadrato speculare a quella elicoidale borrominiana.
All’interno del palazzo, oggi sede della Galleria Nazionale di Palazzo Barberini, è possibile ammirare anche altri capolavori del Bernini, tra cui si ricordano le opere scultoree, come i busti di Antonio Barberini, Urbano VIII e Clemente X, e due dipinti, il ritratto di Urbano VIII e il David con la testa di Golia.

Piazza Barberini - Fontana del Tritone

La Fontana del Tritone è stata realizzata su commissione di papa Urbano VIII al centro di Piazza Barberini nel 1642-43. Alimentata dall’Acquedotto Felice, questa fontana dall’atmosfera fiabesca vuole rappresentare il mondo marino. All’interno di una grande vasca, quattro delfini sorreggono una conchiglia su cui poggia la figura mitologica del tritone, intento a suonare un guscio di murice. Immancabili le tre api, simbolo della famiglia Barberini.

Fontana delle Api

Poco distante dalla Fontana del Tritone è visibile la Fontana delle Api. Anch’essa, come riporta lo scritto sulla conchiglia, è stata commissionata dal papa Barberini. La fontana si compone di due valve aperte di una conchiglia, su cui sono scolpite tre api dalle quali sgorga l’acqua.

Galleria Borghese

Chi vuole conoscere il Bernini scultore non può fare a meno di visitare le sale della Galleria Borghese, dove sono conservate le opere più famose del nostro artista. Qui è possibile ammirare una delle primissime sculture berniniane, la Capra Amaltea (1615), retaggio di una ricerca stilistica di tipo ellenistico, i diversi gruppi scultorei a tutto tondo, come Enea, Anchise ed Ascanio (1618-19), il Ratto di Proserpina (1622), Apollo e Dafne (1622-25) e il David (1623), considerati i maggiori esempi di virtuosismo berniniano e la massima espressione del pathos dell’animo umano, attraverso la torsione dei corpi e l’intensa espressività sui volti. Non mancano nella collezione Borghese altri esempi della versatilità artistica di Gian Lorenzo Bernini, si ricordano i due raffinati autoritratti pittorici, i realistici busti di Scipione Borghese e il bozzetto in terracotta della statua equestre per Luigi XIV, mai realizzata.

Chiesa di Santa Maria del Popolo

Altro luogo in cui poter osservare la commistione di vari stili artistici è sicuramente la chiesa di Santa Maria del Popolo (XI-XVI secolo), nella quale possiamo ammirare le opere di grandi artisti, tra cui Raffaello, Bramante, Maderno e Bernini. Ed è proprio a Gian Lorenzo che si deve la decorazione in stucco in chiave barocca delle navate e del transetto, la realizzazione nella Cappella Chigi del gruppo scultoreo di Abacuc e l’angelo e la decorazione del monumentale organo, fregiato della quercia araldica dei Chigi.

Porta del Popolo

L’attuale aspetto della Porta del Popolo è ben diverso da quello originario, realizzato sotto l’imperatore Aureliano. La sua storia è molto lunga e complessa, ma anche in questo luogo compare il nome del grande artista barocco. A Bernini si deve l’esecuzione della decorazione della facciata interna in onore della visita della regina Cristina di Svezia a seguito della sua conversione al Cristianesimo, come ricorda anche l’epigrafe sotto il maestoso stemma Chigi.

Lo sapevate che? Prima del corteo che vide sfilare la regina Cristina di Svezia, col suo serraglio al seguito, un altro corteo passò alla storia, quello del 31 dicembre del 1494, quando Carlo VIII mostrò tutta la sua potenza militare.

Piazza di Spagna - Barcaccia

La celebre fontana è frutto della collaborazione tra Gian Lorenzo Bernini e suo padre Pietro; viene affettuosamente chiamata dai romani “Barcaccia” per la sua peculiare forma che richiama l’immagine di una barca semisommersa. L’opera è situata ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, con la cui costruzione si concluse la realizzazione scenografica della piazza.

Lo sapevate che? L’opera fu costruita più in basso rispetto al piano stradale per consentire all’acqua di sgorgare dai suoi fianchi, altrimenti l’artista non avrebbe ottenuto l’effetto di giochi d’acqua a causa della bassa pressione idraulica.

Palazzo Montecitorio

Il Palazzo Montecitorio (1653), oggi sede della Camera dei Deputati, è stato commissionato da papa Innocenzo X Pamphilj come dono di nozze al nipote Camillo Ludovisi. L’architetto Bernini, dovendosi adattare all’andamento irregolare del terreno, ha progettato un edificio con fronte poligonale convessa. Anche se successivamente il palazzo è stato concluso dall’architetto Carlo Fontana, in alcuni punti della facciata vi sono ancora elementi frutto della creatività barocca berniniana, come gli speroni rocciosi con foglie e rametti che fuoriescono sotto le mensole delle finestre, quasi a voler similare un edificio scolpito nella roccia.

Elefantino di Piazza della Minerva

Noto come il Pulcino della Minerva, l’obelisco nella piazza omonima è il più piccolo in tutta la città. È uno dei nove obelischi egizi, rivisitato in forme barocche secondo un progetto di Gian Lorenzo Bernini. L’elefantino rappresenta simbolicamente la forte mente necessaria a sostenere una solida sapienza, come recita l’iscrizione sul basamento.

Lo sapevate che? Per la realizzazione dell’elefantino stiloforo fu utilizzato come modello un pachiderma che era stato portato da Cristina di Svezia, da poco convertitasi al cattolicesimo, in omaggio all’Urbe.

Piazza Navona - Fontana dei Quattro Fiumi

La maestosa Fontana dei quattro Fiumi (1648-51) è considerata uno dei più grandi capolavori dell'artista, un magnifico connubio di architettura e scultura. Situata al centro di piazza Navona, di fronte Palazzo Pamphilj, la fontana ha le sembianze di una scogliera che sorregge l'obelisco, sotto il quale troviamo quattro colossali statue in marmo bianco. Queste ultime personificano i quattro fiumi più importanti dei continenti fino ad allora conosciuti, ovvero Danubio per l'Europa, il Gange per l'Asia, il Rio de la Plata per le Americhe e il Nilo per l'Africa. Per ognuno di essi possiamo trovare elementi animali e vegetali identificativi.

Lo sapevate che? Bernini, per la scultura del Rio de la Plata, realizzò un animale con il corpo da lucertola e un'armatura. Non sappiamo se volesse rappresentare un coccodrillo o un armadillo, ma si è propensi a ritenere che rappresenti un armadillo in quanto il gesuita Athanasios Kircher possedeva a Roma un armadillo imbalsamato. Probabilmente Bernini ebbe modo di ammirarlo e di ispirarsi ad esso.

Ponte Sant'Angelo

Da pochi conosciuto anche come ponte Hadrianus, dal nome del committente l’imperatore Adriano, Ponte Sant'Angelo ospita le splendide statue di angeli ad opera del Bernini e dei suoi allievi, considerati tra i migliori scultori della Roma barocca. I dieci angeli, divisi in due gruppi, si elevano su alti piedistalli recanti iscrizioni tratte dalle Antiche Scritture e reggono tra le mani gli oggetti della Passione di Cristo. L’angelo con la corona di spine e quello con l’iscrizione INRI originari sono stati realizzati dallo stesso Bernini, ma considerati troppo belli e fragili dal papa Clemente IX sono state sostituite dalle copie dei suoi allievi e spostate solo più tardi nella chiesa di Sant'Andrea delle Fratte a pochi passi da piazza di Spagna.

Basilica di San Pietro

La Basilica di San Pietro è un vero e proprio scrigno contenente opere pittoriche e scultoree di inestimabile valore. A livello architettonico, la Basilica è l’emblema dell’ingegno di grandi artisti tra cui si annoverano Carlo Maderno, Michelangelo e Bernini. Proprio di quest’ultimo è da attribuirsi il Colonnato esterno a forma ovale, composto da ben 284 colonne (1659). Assolutamente da non perdere è il gioco prospettico per cui, l’osservatore posizionato su uno dei due fuochi del piazzale a forma ellittica vedrà le 4 file di colonne dell’emiciclo corrispondente sovrapporsi, dando l’impressione che il colonnato sia costituito da un’unica fila.
Sempre del Bernini sono da ammirare all’interno dell’edificio sacro il monumentale Baldacchino (1634), posto ad indicare il sepolcro di San Pietro, il Monumento funebre di Urbano VIII (1628) e quello di Alessandro VII (1671-78), e il Monumento a Matilde di Canossa. Sono di sua realizzazione anche il preziosissimo tabernacolo del Sacramento, in bronzo dorato e lapislazzuli, e la Scala Regia (1663-66), che conduce alla pomposa Sala Regia, di cui è ammirabile l’ardito inganno prospettico e di cui l’artista stesso dubitava si potesse concepire un espediente ingegnoso tale: “se l’havesse trovata scritta d’alcun altro, non l’haverebbe creduta”. Negli attigui Musei Vaticani è inoltre possibile osservare i modelli in creta per le sculture bronzee della Cattedra di S. Pietro (1666) dal grande valore sia per la notevole qualità esecutiva sia come testimonianza dell’intervento del Bernini e dei suoi collaboratori nella realizzazione dell’opera.

Chiesa di San Francesco a Ripa - Beata Ludovica Albertoni

In occasione dell’evento di beatificazione della monaca Ludovica Albertoni, terziaria francescana, a Bernini viene commissionata la sistemazione della cappella Altieri, nella quale egli esegue la scultura marmorea, Estasi della Beata Ludovica Albertoni (1674), rappresentante la beata distesa su di un letto di marmo con il capo reclinato all’indietro e la bocca semiaperta, mentre, avvolta dalla morbida veste dalle profonde pieghe, preme le sue mani sul petto. Il momento della morte della beata è qui però mutato in un momento di estasi, come se la morte fosse anch’essa una coniugazione col Divino. La combinazione sapiente di architettura, scultura, luce e colori è la manifestazione perfetta dell’estetica barocca.

Musei Capitolini - Busto di Medusa

Fa parte della collezione dei Musei Capitolini, la più antica raccolta pubblica del mondo, anche il raffinato busto marmoreo di Medusa (1644-48), ritenuta una delle opere più particolari del nostro artista. Qui Bernini ha saputo cogliere ed immobilizzare un’azione nel pieno del suo svolgimento per raffigurarla con estrema nitidezza. In questa scultura, infatti, il mito classico di Medusa viene rappresentato nel momento della sua metamorfosi, in cui la Gorgone vedendo la sua immagine riflessa su uno specchio si trasforma in marmo.

Basilica di San Sebastiano fuori le mura - Salvator Mundi

Una storia particolare avvolge il busto raffigurante il Salvator Mundi (1679), ultima opera del nostro artista ormai ottantenne, lasciata come dono alla sua amica la regina Cristina di Svezia. Questo capolavoro barocco è stato riscoperto dagli storici dell’arte solo di recente (2001), quando nel busto proveniente dalla sagrestia Albani vi hanno riconosciuto lo stile berniniano, facilmente riscontrabile nel trattamento corposo del panneggio, nella capigliatura folta con boccoli voluminosi sulle spalle e nel gesto di benedire bloccato nel tempo. L’opera, definita da lui stesso “il suo Beniamino”, ci restituisce un Bernini maturo dedito negli ultimi anni della sua vita alla pratica religiosa.

Chiesa di San Tommaso da Villanova di Castel Gandolfo

È papa Alessandro VII Chigi che commissiona a Gian Lorenzo Bernini la costruzione della chiesa di San Tommaso di Villanova a Castel Gandolfo, per la quale progetta su modello cinquecentesco una pianta centrale rivisitata in forme barocche. Di particolare bellezza è la cupola a cassettoni di ispirazione brunelleschiana, la quale, grazie ad un gioco illusionistico, acquisisce un forte slancio verso l’alto. Completa la decorazione coppie di putti reggifestoni e medaglioni in altorilievo sopra le finestre del tamburo.

Chiesa dell'Assunta in cielo di Arriccia

Non molto lontano da Roma, Bernini ha lavorato alla costruzione della Chiesa dell’Assunta in Cielo, secondo un progetto di riqualificazione urbana della città di Ariccia per volere di papa Alessandro VII. La particolarità della chiesa sta nella sua conformazione monolitica a pianta centrale con portico antistante e mura semicircolari che abbracciano la struttura cilindrica. Sono questi aspetti che la rendono particolarmente somigliante al Pantheon romano, scelta spiegabile con il desiderio del papa di realizzare un Pantheon Mariano. Lo splendore dell’edificio si intensifica al suo interno, dove sul cornicione della cupola di estremo candore trovano spazio putti e angeli reggenti lunghi festoni di fiori in stucco, opera dell’allievo Antonio Raggi.

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