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Frank Holliday in Rome

"Magical Thinking", 2016, olio su tela, 250x209cm, particolare
Frank Holliday "Magical Thinking", 2016, olio su tela, 250 x 209 cm
Frank Holliday
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Reduce dal successo della mostra dello scorso anno al MoMA di New York, “Club 57: Film, Performance, and Art in the East Village, 1978-1983”, che celebrava lo storico locale dell’East Village e il suo ruolo nel proiettare nel mito la controcultura newyorkese a cavallo tra anni Settanta e Ottanta, Frank Holliday arriva per la prima volta in un museo italiano.
Fino al 13 ottobre 2019, infatti, sarà possibile ammirare le sue opere esposte al Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, nella mostra “Frank Holliday in Rome” che presenta al pubblico 36 opere realizzate dall’artista nel 2016, durante il suo soggiorno romano, da lui stesso definito “monastico”. Nell’estate 2016, infatti, Holliday ha lavorato alacremente nel suo studio vicino a Piazza Navona, avendo come ispirazione le opere dei maestri della storia dell’arte, prime fra tutte quelle di Caravaggio.
Come ricorda l’artista nell’intervista inedita con Anney Bonney, girata da Eric Marciano, a Roma dipingeva la mattina e a pranzo andava a guardare qualche tela di Caravaggio. Particolarmente emozionante per lui era entrare in quello splendido spazio tranquillo, prescelto, di Cappella Contarelli dove, in piedi davanti ai dipinti del ciclo pittorico su san Matteo, si lasciava invadere dalla loro potenza; poi tornava allo studio per continuare a lavorare.
Osservando le opere d’arte in Italia, Frank Holliday ha scoperto che ci sono tre “zone”: il paradiso, che di solito è luminoso, arioso e senza peso – qualcosa che non possiamo avere ma di cui possiamo farci un’idea. Poi c’è la terra e, quindi, l’inferno. E l’inferno è la forza di gravità, che cerca sempre di aggrapparsi a noi per tirarci giù. E noi siamo incastrati tra i due. L’artista ha osservato a lungo come il Bernini abbia affrontato il problema della gravità nelle sue opere, trovandolo geniale e avvertendo nei suoi lavori l’attrazione del peso della terra e la ricerca della spiritualità nella pietra.
Nei suoi dipinti del “ciclo romano”, Frank Holliday ha scandagliato lo spazio intermedio, tra l’inferno e il paradiso, la dimensione di mezzo. La sua grande maestria sta nel dare immagine a qualcosa di assolutamente immateriale, nel dipingere cioè la realtà nella sua irrealtà, cercando l’aldilà in questo mondo e questo mondo nel pensiero dell’aldilà. La bellezza del colore controbilancia la solidità del gesto pittorico, in un susseguirsi di paradossi dove luci e ombre, cadute e ascese, assenze e presenze diventano inscindibili.

NOTE BIOGRAFICHE
Frank Holliday è nato nel 1957 a Greensboro, nel North Carolina, e dopo gli studi al San Francisco Art Institute e il New York Studio School, si stabilisce a New York dove raggiunge la fama all’inizio degli anni Ottanta, associato alla scena artistica dell’East Village e del Club 57.
Nei primi anni della sua carriera ha lavorato a stretto contatto con Andy Warhol e altri artisti quali Keith Haring, Ann Magnuson e Kenny Scharf, esponendo alla Kenny Schacter Gallery, Tony Shafrazi Gallery, Debs & Co., Tom Cugliani Gallery, The Kitchen, Dru Artstark e GAL Gallery.
Ha partecipato a numerose mostre collettive presso prestigiose realtà newyorkesi come The Arts Club, Derek Eller, White Columns, Sandra Gering Gallery, Amy Lipton Gallery, Elizabeth Dee, Barbara Toll Fine Art and Club 57, Lennon Weinberg, PS1 e il Club 57 con Keith Haring.
I suoi lavori sono conservati in numerose importanti collezioni sparse negli Stati Uniti, in Europa, Giappone, Australia, Messico, in spazi come il Weatherspoon Museum at The University of North Carolina di Greensboro, il Museum Frederick Russe di Stoccolma (Svezia), il Museo delle Miniature di Amsterdam (Olanda) e l’IBM.
Frank Holliday è stato premiato con il National Endowment for the Arts (1986), il Gottlieb Foundation Fellowship (2010), il Pollock Krasner Foundation Fellowship (2010) e il Fellow of the John Simon Guggenheim Memorial Foundation (2015).
La mostra, a cura di Cesare Biasini Selvaggi, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio dell’Ambasciata Americana e con i servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura, la mostra è organizzata e sponsorizzata da Partners & Mucciaccia.

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Informazioni

Quando 
dal 20 Giugno 2019 al 1 Dicembre 2019
POINT (12.482771 41.913314)
Contatti 
Sito web: 
www.museocarlobilotti.it/mostra-evento/frank-holliday-rome
Orari 

Dal 20 giugno al 1 dicembre 2019
Da martedì a venerdì ore 13.00 - 19.00 (ingresso fino alle 18.30).
Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.30).
Chiuso Lunedì

N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli Avvisi

Giorni di chiusura 
Lunedì
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Location

Frank Holliday in Rome, Viale Fiorello La Guardia
Viale Fiorello La Guardia
41° 54' 47.9304" N, 12° 28' 57.9756" E

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