A cura di Francesca Gallo

Le opere raccolte nella prima personale romana di Sabine Müller-Funk, Nel mare dei segni, sono lavori recenti accomunati da una fitta trama di segni grafici, che paiono essersi depositati su supporti diversi: dal vetro alla plastica stampata. Un vera babele, in cui verbale e visivo si fondono e si intrecciano, a partire dalla comune radice segnica, proprio come in Cy Twombly, il pittore amato da Sabine Müller-Funk.

Se Twombly era stato affascinato dalla sedimentazione di graffiti e incisioni sui muri di Roma, palinsesti di secolari passaggi giunti fino a noi come relitti del tempo, Sabine è invece immersa nella semiosfera contemporanea, in cui schermi di diversa natura popolano lo spazio quotidiano. Proprio agli schermi, infatti, fanno riferimento sia gli oggetti in vetro – lavorati in modo da annullare quasi del tutto la trasparenza e farsi supporto opaco che accoglie lo sfrangiarsi della grafia – sia le grandi superfici plastiche come l’inedito Wir sind alle verbunden/Siamo tutti collegati  (2018) in cui immagini e vocaboli si sovrappongono quasi pulsanti, proprio come nelle pagine del web, su computer e dispositivi mobili, sui monitor televisivi e a led che onnipresenti display pubblicitari inneggiano al consumo perpetuo, in metropolitana come in gran parte dei luoghi pubblici.

Attraverso i lavori esposti, Sabine Müller-Funk si propone al pubblico per certi versi quasi sopraffatta da una tale marea, continua e inarrestabile, tanto che il suo segno non ha più alcun significato condivisibile: le lettere e le parole sono spesso irriconoscibili e le figure talmente semplificate da rasentare la banalità.

Periodo

dal 27-2-2019 al 22-3-2019

Orario

Dal 27 febbraio al 22 marzo 2019
Lun-ven ore 16.00-19.00
Chiuso sabato e domenica

Sede

AOC F58 Galleria Bruno Lisi

Indirizzo

Via Flaminia, 58

Contatti

Sito web: www.aocf58.it/wp/?cat=13