La tenuta presidenziale di Castelporziano nasce come riserva di caccia e riserva agricola. Dal 1977 è vietata la caccia. Nel 1985 è stata annessa l’area di Capocotta in modo da salvaguardare la zona dalla speculazione. Nel 1999 è riconosciuta come Riserva Naturale dello Stato e, pertanto, assume un regime di tutela secondo criteri dettati dalle disposizioni relative alle aree naturali protette.

Questa porzione di territorio, che si spinge dalla città metropolitana fino al mare, è considerata un’area di alto pregio naturalistico e ambientale grazie alle numerose biodiversità individuate e censite, che hanno permesso l’inserimento nella rete Natura 2000 come Zona a Protezione Speciale e Sito di Importanza Comunitaria.

Su un totale di 5.892 ettari trovano spazio 1.082 specie botaniche, 2.918 popolazioni faunistiche e ornitologiche tra cui la ghiandaia, i rapaci notturni e diurni: la civetta, l’allocco, il barbagianni e la poiana; 162 tra ambienti umidi temporanei e permanenti, dove trovano riparo anatidi, limicoli e trampolieri; circa 3 km di spiagge; 750 ettari di territorio sono riservati a pascolo e colture non intensive. Alcune porzioni sono dedicate all’allevamento di equini e bovini di razza maremmana.

E non finisce qui, in quanto nella pineta monumentale sono stati censiti 52 patriarchi vegetali definiti così secondo parametri dimensionali e di portamento, appartenenti a 16 specie. 2300 ettari sono dedicati al bosco misto planiziale, gli ambienti a macchia mediterranea occupano una superficie pari a 500 ettari, mentre la lecceta 261 ettari e il bosco di sughera 460. Le pinete di pino domestico si estendono per circa 750 ettari.

Per visitare la tenuta è necessario prenotarsi. Il CEA è a disposizione per fornirvi indicazioni puntuali.

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