Teatro. Le forme della verità è il principio creativo, sociale, pluralistico su cui si fonda la Stagione 2018/2019 del Teatro di Roma – Teatro Nazionale, espressione delle molteplici identità dell’esistente e degli sconfinamenti del contemporaneo, temi cruciali della comunità civile raccontati sui palcoscenici del Teatro Argentina, Teatro India e Teatro Torlonia.

Tre i teatri: Argentina, dove innovare nella tradizione; India, “fabbrica” polidisciplinare di creatività e aggregazione; Torlonia, stazione d’arte tutta al femminile con spazio anche alla musica e poesia.

Trasversale l’offerta di titoli all’Argentina: Afghanistan, affresco storico diretto da Bruni/De Capitani; Va’ pensiero di Marco Martinelli e Ermanna Montanari; Questi fantasmi! firmato da Marco Tullio Giordana; Don Giovanni secondo Valerio Binasco; La tragedia del vendicatore prima regia italiana di Donnellan; Turandot diretta da Marco Plini; Enrico IV nella versione di Carlo Cecchi; La Gioia di Pippo Delbono; le riscritture di Giulio Cesare di Fabrizio Sinisi e Tito di Michele Santeramo; Si nota all’imbrunire di Lucia Calamaro, al suo debutto all’Argentina; Toni Servillo incontra le riflessioni di Jouvet sul teatro con Elvira; ritorna il Macbettu sardo di Alessandro Serra; Dieci storie proprio così – terzo atto di Emanuela Giordano e Giulia Minoli.

All’India: quattro spettacoli dell’Accademia Silvio d’Amico firmati da Emma Dante (Studio da Le Baccanti) e Giorgio Barberio Corsetti (Tiranno Edipo!), a cui si affiancano due giovani registi Carmelo Alù (Un anno con tredici lune) e Fabio Condemi (Jakob Von Gunten); Cani, commedia musicale di Armando Pugliese per Officine Pasolini; Lo sguardo oltre il fango di Giovanni Deanna; Il giuoco delle parti, regia di Alessio Bergamo; La scortecata, riscritta da Emma Dante; Petrolio di Ulderico Pesce; Quasi una vita di Roberto Bacci; Amleto take away di Berardi/Casolari; Aminta nella rilettura di Antonio Latella; il trittico di creazioni di Liv Ferracchiati sull’identità di genere (Peter Pan guarda sotto le gonne, Stabat Mater, Un eschimese in Amazzonia); il dittico Nest di San Giovanni a Teduccio (Gli onesti della banda e 12 baci sulla bocca); Gli sposi-Romanian Tragedy di Frosini/Timpano; Racconto d’inverno di Andrea Baracco; Il giardino dei ciliegi di Kepler-452; Immacolata Concezione di Vucciria; il dittico Danio Manfredini (Luciano e Al presente); Gioie e dolori nella vita delle giraffe di Tiago Rodrigues.

A Torlonia: Dux in scatola di Daniele Timpano; La fisarmonica verde di Andrea Satta e Ulderico Pesce; Federico Tiezzi con La signorina Else; Fanny & Alexander con Storia di una amicizia da Elena Ferrante; la trilogia dedicata a Elena Arvigo; Valter Malosti con un trittico su tre donne di fine Ottocento; sulla legalità e memoria Pio La Torre di Leonardo Mancini e Se la rivoluzione d’ottobre fosse stata di maggio di Giovanni Greco; Confirmation di Chris Thorpe diretto da Jacopo Gassmann.

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