Innovativo progetto di realtà virtuale della Soprintendenza speciale di Roma Archeologia/Belle arti/Paesaggio e promosso con CoopCulture che consente un tour nel monumento con visore e smartphone: la ricostruzione consente di vedere i luoghi come apparivano nel 216 d.C., al momento dell’inaugurazione.

Le Terme di Caracalla nei secoli hanno rappresentato una miniera di tesori a cielo aperto, depredati e finiti in palazzi, chiese e piazze. A Roma due grandi vasche di granito sono le spettacolari protagoniste di piazza Farnese, mentre le colonne della Biblioteca delle Terme si trovano dal XII secolo a santa Maria in Trastevere. L’Ercole, il Toro Farnese e la vasca in porfido rosso del Frigidarium sono esposti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Il secondo Ercole è alla Reggia di Caserta.

Nel visore in 3D appare tutto ricollocato al proprio posto, nella ricostruzione delle Terme come apparivano nel 216 dopo Cristo al momento dell’inaugurazione. E così i mosaici dei pavimenti, le finestre, le statue perdute delle 156 nicchie, l’acqua della piscina scoperta (la Natatio), i soffitti a cassettoni sopra le volte alte cinquanta metri.

La tecnologia si basa su un visore dotato di un cellulare di ultima generazione con un software innovativo. Attraverso un pulsante si sceglie un punto delle dieci tappe indicate nella mappa (dal Frigidarium allo spogliatoio, cioè l’Apodyterium, dalle saune — i Laconica — alle Biblioteche) e ci si ritrovai in un video-intrattenimento tridimensionale.

Il progetto, coordinato da Francesco Cochetti di CoopCulture con l’ideazione tecnologica di Francesco Antinucci del Consiglio Nazionale delle Ricerche, assorbe trent’anni di scavi, studi, ricerche, analisi del sito archeologico.

Info
www.coopculture.it