Rilevanze archeologiche, ambiente naturalistico e paesaggio agricolo si incontrano nella visita alla Pineta di Procoio.

Nella Riserva Naturale del Litorale Romano, attraversando sentieri alberati, campagne coltivate e casali agricoli, i cosiddetti “procoi” da cui l’area prende il nome, si raggiunge la Pineta di Procoio.

L’area, estesa per 350 ettari, di cui 200 di pineta e di macchia mediterranea e 130 di coltivi, è delimitata a nord-est da via della Villa di Plinio, a nord-ovest dalla via Ostiense e dall’area agricola di Pianabella, a sud-ovest dal Parco della Pineta di Castel Fusano, e a sud-est dal Canale dello Stagno.

Vi sono conservate tracce dell’antica Via Severiana, la via “litoranea” al tempo dei Romani che collegava i porti di Claudio e Traiano ed arrivava fino a Terracina; testimonianze di alcune ville romane con annesso impianto termale e resti di mura lunghe circa 160 metri e alte 2, risalenti alla fine del I secolo d.C.

La Pineta di Procoio presenta caratteristiche naturali tipiche della macchia mediterranea che ritroviamo nel Parco di Castel Fusano e nella Tenuta di Castelporziano. Emergono tuttavia alcune specificità come la lecceta e la sughera e, in particolare, il Cisto giallo che la distingue dalle altre aree naturali del Litorale. La fauna è molto ricca.

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