Passeggiando nelle zone più basse della città, quelle  un tempo più indifese dalle  piene del Tevere, si  possono osservare, qua e là, delle piccole lapidi a ricordo della crescita  dell’acqua. In alcune, particolarmente elaborate,  le acque vengono rappresentate da delle linee ondeggianti, mentre una manina stilizzata indica con il dito il livello raggiunto dall’acqua sul muro.

Significative, per il loro numero, risultano le lapidi presenti sulla facciata di Santa Maria della Minerva. La più antica lapide delle alluvioni, un tempo visibile sulla facciata della chiesa dei SS.  Celso e Giuliano, si trova sotto  l’arco dei Banchi, traversa di via del  Banco di Santo Spirito: ricorda la piena del  7 novembre 1227.