Dal 29 novembre 2018 al 17 febbraio 2019

L’acqua come fondamento archetipico, elemento primordiale che genera la vita e a cui tutto fa ritorno. L’acqua che regge il mondo e che nutre, in analogia con l’universo femminile.
Questo il tema indagato dall’artista madrileno José Molina nella sua personale “L’acqua di Talete” che presenta iconici lavori fra dipinti, disegni e sculture, oltre a opere inedite in esposizione per la prima volta all’interno della suggestiva Aranciera di Villa Borghese del Museo Carlo Bilotti.

José Molina_300x225L’idea di allestire una personale di José Molina tutta dedicata al tema naturale dell’acqua prende spunto dall’importanza che i giochi d’acqua hanno rivestito nella storia del Museo Bilotti che, verso la fine del Settecento, fu ampliato e decorato per volontà di Marcantonio IV Borghese, insieme al contiguo “Giardino del Lago”, per ospitare eventi e feste mondane. Grazie allo straordinario intervento architettonico ed estetico, e alla presenza di fontane e ninfei in stile barocco di particolare pregio, la struttura prese il nome di “Casino dei giuochi d’acqua” e fu destinata all’intrattenimento e al piacere di ospiti e familiari.

In questa mostra, Molina sviluppa il concetto del pensiero filosofico di Talete di Mileto che, come riportato nella “Metafisica” di Aristotele, costituisce la base della filosofia occidentale, realizzando sculture e opere pittoriche su tela e su carta in cui predomina l’acqua evocata nelle fattezze metamorfiche e visionarie dei personaggi da lui raffigurati creando, come evidenzia il curatore Roberto Gramiccia, un mondo fantastico che inesorabilmente rinasce da se stesso.

Molina300x225bPer l’artista, l’arte, accompagnata dalla ricerca introspettiva e dall’approfondimento antropologico, è uno strumento di interazione che non si limita a raccontare l’essere umano nella sua dimensione sociale, ma anche nei vari aspetti della sua natura.

Il surrealismo è lo strumento che egli usa per esplorare l’umanità in profondità e per rivelare il linguaggio delle verità nascoste. I suoi personaggi, visionari e allo stesso tempo fieri, non sono intesi come una provocazione, ma come incoraggiamento per lo spettatore ad avventurarsi e a riflettere sulla natura multiforme dell’anima umana.

Per la mostra al Museo Bilotti sono state selezionate le sue creazioni più rappresentative legate al tema dell’acqua secondo una visione cosmogonica, unitamente a una serie di lavori che rimandano all’interesse dell’artista per il legame tra l’uomo e la natura.

José Molina_300x225_1Emblematico del percorso espositivo il lavoro Naufraghi nel proprio mare (2005), appartenente alla collezione “Predatores”. L’immagine, densa di richiami autobiografici, in cui predomina uno specchio d’acqua vasto e agitato, rappresenta metaforicamente un percorso interiore comune alla maggior parte dell’umanità: l’uomo che sogna di volare o di nuotare in un mare aperto, ma che tuttavia spesso si autolimita creandosi una prigione interiore che non gli permette di spiccare il volo e di prendere il largo.

Risaltano le figure femminili, generatrici di vita e depositarie della forza ancestrale della natura, di Dolce acqua (2015), La prima mattina (2015) e Fiore di mare (2016), oppure i soggetti onirici e metafisici, da cui I Pesci che nuotano (2015), metafora dell’affrontare la vita “controcorrente”, oltre all’autoritratto Sangue! (2002) da Morir para vivir.

Completano il percorso espositivo tre sculture appartenenti alla serie I feel (2017) e iconicamente intitolate Io dubito, Io ricordo e Io immagino, che invitano il visitatore ad addentrarsi sempre più nelle profondità dei labirinti della psiche umana con i suoi interrogativi ancestrali.

José Molina_300x225_2Appositamente per la mostra romana sono poi state realizzate due opere inedite, Marte nascente e Venere nascente (2018), in cui forte è il richiamo all’acqua come elemento in cui si crea la vita e risorsa preziosa nonché indispensabile per ogni essere vivente. Le due figure rappresentate propongono rispettivamente un uomo e una donna immersi nel mare, a testimoniare che dove c’è acqua c’è vita; tuttavia, al posto delle gambe la figura maschile ha denti di tricheco, mentre quella femminile il becco di un tucano a evocare la difficoltà dell’uomo a vivere in armonia con la natura e la necessità di ristabilire un equilibrio.

Per diverse opere in mostra José Molina ha realizzato anche le cornici, che concorrono ad accrescere i piani di lettura dei lavori esposti; le realizzazioni, polimateriche, sono create in legno o con materiali di recupero appositamente rielaborati dall’artista.

dal 29-11-2018 al 17-2-2019

Sede Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Indirizzo

Viale Fiorello La Guardia

Sito web: www.museocarlobilotti.it/mostra-evento/l-acqua-di-talete-opere-di-jos-molina

Orario

N.B. per eventuali aperture e/o chiusure straordinarie consultare la pagina dedicata agli Avvisi

dal 29 novembre 2018 al 17 febbraio 2019
da martedì a venerdì ore 10.00 - 16.00 l’ingresso è consentito fino alle 15.30
il sabato e la domenica ore 10.00 - 19.00 l’ingresso è consentito fino alle 18.30
chiuso lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio

 

Periodo

29-11-2018 al 17-2-2019