20 marzo 2019 – Teatro dell’Opera di Roma Costanzi

Al Teatro dell’Opera Costanzi, venerdì 20 marzo 2019, andrà in scena La Pietà, “Stabat Mater” in versione sinfonica per due voci femminili, voce recitante e orchestra, con musica di Nicola Piovani sui versi del compianto Vincenzo Cerami.

Il concerto vedrà la partecipazione di uno straordinario cast: la stupefacente voce soul di Amii Stewart, il grande talento del giovane soprano Maria Rita Combattelli e la smisurata esperienza dell’incommensurabile Gigi Proietti con il ruolo di voce narrante. Direttore dell’Orchestra del Teatro dell’Opera sarà lo stesso Piovani.

La Pietà del famoso compositore premio Oscar è una rivisitazione in chiave moderna dello “Stabat Mater” che, in forma di preghiera, viene fatto addirittura risalire a Iacopone da Todi nel XIII secolo e che è stato d’ispirazione per eccezionali artisti, compositori e musicisti fra i quali Salieri, Vivaldi, Donizetti, Rossini, Pergolesi e Verdi.

Il testo di Cerami indaga, in versi liberi, il dolore archetipico e smisurato della madre dinanzi all’esperienza della perdita del proprio figlio, ispirandosi all’immagine della Madonna ai piedi della croce, citando a tratti i versi rituali di Jacopone da Todi, sia in traduzione moderna sia nell’originale latino.

Due madri che piangono la dipartita degli amati figli: la prima madre (soprano), in un paese occidentale, opulento e consumista, ha visto suo figlio ucciso dalla droga, vittima di una società smarrita nei miti sbagliati del benessere e nella perdita del sentimento della trascendenza; la seconda (voce soul) ha perso il figlio ucciso dalla fame in Africa, continente simbolo dell’iniquità del nostro mondo globalizzato e contrappasso ideologico del nostro vivere insensibile e dei costi del nostro benessere che non ha risparmiato il ragazzino che si è smagrito, ha mangiato la terra e davanti agli occhi di lei si è spento.

Due madri addolorate, due cause di morte opposte, ma vittime dello stesso modello di sviluppo planetario, improntato al consumismo più sfrenato.

Due dolori atroci e dilanianti che, seppur tra loro geograficamente lontani e cronologicamente distanti da quello di Maria, invitano lo spettatore a una riflessione profonda su valori oggi forse svalutati quali appunto la pietà, l’amore e il senso di sacrificio, per privilegiare, invece, la falsa dottrina del guadagno e delle speculazioni economiche e finanziarie che hanno reso il mondo contemporaneo un luogo senza anima.